L’anticiclone africano bussa alle porte: temperature in forte rialzo da venerdì
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Redazione Interno
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L’estate, quella vera, con il respiro afoso del deserto e i termometri che impazziscono, è pronta a fare il suo ingresso sulla Penisola. Dopo una fase caratterizzata da residua instabilità, con gli ultimi piovaschi a interessare la fascia adriatica nella giornata di giovedì 11 giugno, la struttura meteorologica sta per subire una riconversione decisa.
Mattia Gussoni, meteorologo de, lo conferma senza mezzi termini: le precipitazioni che ancora insisteranno su Marche, Abruzzo e Umbria, e che lambiranno il viterbese e la Puglia centro-settentrionale, rappresentano infatti il canto del cigno di un tempo guasto destinato a lasciare presto spazio al dominio incontrastato dell’alta pressione. Sarà una svolta netta, un passaggio di consegne tra l’atlantico e il subtropicale, che ci accompagnerà per tutto il fine settimana.
L’addio ai temporali e la rimonta dell’alta pressione
Già a partire dalla giornata di venerdì 12 giugno, assisteremo a un progressivo miglioramento. Quel fronte instabile, che si è portato dietro nubi e qualche locale fenomeno, si allontanerà velocemente verso est, spazzato via da un vasto campo di alta pressione di matrice africana. Questo promontorio, espandendosi dal Mediterraneo centro-occidentale, fungerà da scudo contro ulteriori perturbazioni.
Ne conseguirà un quadro meteo dominato da ampi spazi soleggiati su tutte le regioni, con un primo accenno di rialzo termico che porterà i valori diffusamente oltre i 28-30 gradi, preparando il terreno per l’escalation del weekend. Al Nord, dopo le ultime sofferenze piovose dei giorni scorsi, si tornerà a respirare un’aria decisamente più stabile e gradevolmente calda.
L’assalto del caldo subtropicale nel prossimo weekend
Sarà però tra sabato 13 e domenica 14 che l’anticiclone mostrerà il suo volto più aggressivo, spingendo verso l’Italia una massa d’aria rovente direttamente dal cuore del Sahara, laddove l’insolazione implacabile comprime e surriscalda l’atmosfera. Questa “pompa di calore” naturale determinerà un balzo deciso delle colonnine di mercurio: al Nord, in particolare sulle pianure, si raggiungeranno punte di 32 gradi, mentre al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori l’asticella si alzerà ulteriormente, sfiorando punte di 33-34 gradi.
La stabilità sarà pressoché totale su tutto il territorio nazionale, fatta eccezione per qualche innocuo annuvolamento pomeridiano sui rilievi alpini e appenninici, fenomeni comunque tipici del periodo e senza alcuna capacità di scalfire il quadro generale di stampo prettamente estivo.
Gli ultimi refoli d’instabilità sull’Adriatico
Prima che questo scenario diventi operativo, è giusto soffermarsi sulle ore residue di giovedì. Le aree che ancora faranno i conti con l’acqua saranno quelle che si affacciano sul versante orientale: oltre alle già citate Marche e Umbria, anche l’Abruzzo riceverà l’ultimo “regalo” sotto forma di rovesci sparsi. Non si tratterà di un nubifragio diffuso, ma di piovaschi localizzati che interesseranno anche la provincia di Viterbo e la parte centro-settentrionale della Puglia.
Successivamente, la rimonta dell’anticiclone sarà inesorabile, chiudendo definitivamente il sipario su questa parentesi instabile e inaugurando quella che a tutti gli effetti può essere definita la prima vera ondata di caldo della stagione 2026.




