Golden Goose vola in Oriente: Hsg e Temasek acquistano il brand per 2,5 miliardi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un cambio di proprietà, destinato a segnare una nuova fase per uno dei marchi più iconici del lusso italiano, scuote Golden Goose. La società cinese Hsg, un colosso nel campo del venture capital e del private equity a livello internazionale, si appresta infatti ad acquisire la quota di maggioranza del gruppo noto per le sue sneaker dallo stile volutamente "consumato". All'operazione, il cui valore complessivo è stimato da fonti finanziarie attorno ai 2,5 miliardi di euro, partecipa anche Temasek, la società globale di investimento con base a Singapore, la quale – insieme a un fondo gestito dal suo asset manager interamente controllato, True Light Capital – rileverà una partecipazione di minoranza. Una transazione che, per entità, si candida a essere una delle più significative del corrente anno nel panorama delle fusioni e acquisizioni, sancendo l'approdo di un pezzo pregiato del made in Italy sotto l'egida di capitali asiatici.

Il ritiro di Permira e l'ingresso dei nuovi soci

A cedere il passo, dopo anni di gestione, sono stati i fondi gestiti da Permira, i quali hanno parzialmente realizzato l'investimento nell'azienda di calzature. Essi, tuttavia, non abbandonano completamente la scena, mantenendo una partecipazione minoritaria all'interno del capitale sociale. Una scelta che indica, da un lato, la volontà di monetizzare parte del valore creato – si pensi alla crescita esponenziale del brand, partito da un garage a Marghera per conquistare le vetrine mondiali – e, dall'altro, una certa fiducia nel prosieguo del percorso sotto una guida differente. Il passaggio di consegne, dunque, non si configura come una totale uscita ma piuttosto come un ridimensionamento della presenza, che apre le porte a soggetti finanziari di primissimo piano con un forte interesse per il settore del lusso.

La strategia asiatica sul lusso italiano

L'acquisizione di Golden Goose da parte di Hsg e Temasek non rappresenta un caso isolato, bensì l'ultimo tassello di una tendenza consolidata che vede i capitali dell'Estremo Oriente puntare con decisione su brand italiani di alta gamma. Temasek, in particolare, dimostra una linea d'azione coerente, avendo già partecipato in passato a operazioni di rilievo in aziende come Moncler ed Ermenegildo Zegna. Questo movimento evidenzia la percezione di solidità e di potenziale di crescita che il sistema moda italiano continua a ispirare a livello globale, nonostante le congiunture economiche cicliche, attirando investitori disposti a scommettere cifre ingenti sulla capacità di questi marchi di mantenere il proprio appeal e di espandersi in mercati cruciali, primo fra tutti quello cinese.

Il futuro del marchio dopo la cessione

La transazione, per quanto riguarda gli equilibri proprietari, vede quindi Hsg assumere il ruolo di azionista di riferimento, con il compito di guidare le future strategie di sviluppo. La sfida per i nuovi proprietari consisterà nel bilanciare l'esigenza di crescita e di internazionalizzazione, sfruttando le proprie reti e conoscenze di mercato, con la preservazione dell'identità autentica e del savoir-faire artigianale che hanno decretato il successo di Golden Goose. Elementi, questi ultimi, che costituiscono il cuore del suo posizionamento di lusso e che non potranno essere trascurati senza rischiare di intaccare il valore del brand stesso. L'ingresso di Temasek come socio di minoranza porta inoltre una ulteriore garanzia di stabilità e di visione di lungo periodo.

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