Kipruto vince al fotofinish la maratona di New York, undicesimo Daniele Meucci

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La cinquantiquattresima edizione della Maratona di New York, che ha portato alla partenza un'esuberante moltitudine di cinquantacinquemila podisti rappresentanti centocinquanta nazioni, ha saputo offrire, al di là del già straordinario dato partecipativo, un epilogo maschile di quelli che rimangono scolpiti negli annali dell'atletica. In una sfida all'ultimo respiro, il keniota Benson Kipruto – il cui palmarès annovera, non a caso, trionfi prestigiosi nelle rivali di Tokyo, Chicago e Boston – ha infatti avuto la meglio sul connazionale Alexander Mutiso Munyao, fresco vincitore della maratona londinese dello scorso anno, con un distacco che rasenta l'inverosimile: appena sedici centesimi di secondo, il tempo di un battito di ciglia, hanno deciso l'assegnazione della vittoria dopo quarantadue chilometri e centonovantacinque metri di corsa.

Un duello fino all'ultimo metro

L'arrivo, che si è consumato tra le vie di Central Park, ha regalato agli spettatori uno dei finali più avvincenti e tirati che la storia recente della competizione ricordi; i due atleti, lottando palmo a palmo fino al nastro, hanno costretto i giudici a ricorrere al fotofinish per decretare il vincitore, il cui tempo, di due ore, otto minuti e nove secondi, è stato sufficiente per aggiudicarsi un trofeo dal sapore particolare. Mutiso, che gli è arrivato alle spalle in un confronto serrato fino agli ultimi metri, ha dovuto così arrendersi a quello che, a tutti gli effetti, può essere definito un vero e proprio colpo di scena.

Il dominio keniota e il primato femminile

Se il duello maschile ha tenuto tutti col fiato sospeso, altrettanto straordinaria – seppur per motivi diversi – è stata la prova del settore femminile, dove un'altra atleta keniota, la trentacinquenne Hellen Obiri, ha polverizzato il primato della corsa che resisteva dal lontano 2002, quando fu stabilito dalla connazionale Margaret Okayo. Obiri, tagliando il traguardo in due ore, diciannove minuti e cinquanta secondi, ha abbassato di ben due minuti e quarantuno secondi il vecchio limite; un'impresa che è stata ulteriormente sottolineata dal podio completamente keniota, completato da Sharon Lokedi, seconda con 2h20'05", e da Sheila Chepkirui, terza con 2h20'24", entrambe scese, a loro volta, sotto il precedente record.

La prova di Daniele Meucci

In questo scenario di assoluto livello internazionale, si è distinto anche un rappresentante dell'atletica italiana: Daniele Meucci, pluridecorato fondista in forza all'Esercito, che ha onorato la numerosa delegazione di duemila connazionali alla partenza con una prestazione di tutto rispetto. Meucci, infatti, ha concluso la sua fatica all'undicesimo posto assoluto della classifica maschile, sfiorando così l'ambito ingresso nella Top Ten e confermandosi come il miglior italiano di questa edizione newyorchese.

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