Delitto a Sanremo, Filippo Oldani confessa l'omicidio della madre: "Ero in preda a una furia incontrollabile"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La serata del 6 luglio a Sanremo si è trasformata in una tragedia familiare che ha sconvolto la tranquilla via Hope. Filippo Oldani, ventenne studente di Economia aziendale originario di Cusago, nel Milanese, si trovava in vacanza con la madre, Lorella Capano, di 58 anni, nell'appartamento di proprietà. Quella che doveva essere una semplice cena, interrotta da una telefonata del padre riguardante l'esito di un esame universitario, è degenerata in un omicidio.

Il ragazzo, inizialmente ascoltato come testimone, è stato sottoposto a fermo e, dopo un lungo interrogatorio, ha confessato il matricidio davanti al gip Massimiliano Botti e al pm Enrico Cinnella della Porta, nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto tenutasi al Tribunale di Imperia.

La dinamica e la confessione del ventenne

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e dalle dichiarazioni rese dallo stesso Oldani, l'omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una violenta lite scoppiata all'interno dell'abitazione. Il giovane ha ammesso di aver strangolato la madre, affermando di essere stato in preda a "una furia incontrollabile", una versione che però gli investigatori, fin dalle prime battute, hanno accolto con estrema cautela.

La dinamica descritta dal ventenne, che parla di un raptus, fatica a convincere chi indaga, soprattutto alla luce del comportamento tenuto dal ragazzo nelle ore immediatamente successive al delitto. La Procura di Imperia, che coordina le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo, ha ipotizzato per lui l'accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela.

Il movente, al momento, resta ancora un mistero e i legali del ragazzo, gli avvocati Alessandro Moroni e Giovanni Briola, non hanno fornito dettagli in merito, limitandosi a confermare l'avvenuta confessione e la convalida dell'arresto da parte del giudice.

L'alibi costruito e il comportamento ambiguo

Ciò che rende la versione del raptus poco credibile agli occhi degli inquirenti è la lucidità dimostrata da Filippo Oldani subito dopo aver ucciso la madre. Secondo la ricostruzione investigativa, il ragazzo avrebbe architettato un meticoloso piano per procurarsi un alibi. Dopo il delitto, sarebbe uscito dall'appartamento passando dal balcone, probabilmente saltando nel cortile condominiale, per lasciare la porta di casa chiusa dall'interno e simulare così di essere rimasto fuori.

Si è poi recato in un ristorante di corso Mombello, dove aveva prenotato un tavolo specificando di essere solo, e ha cenato. Solo intorno alle 22 è rientrato e ha chiamato i soccorsi, fingendosi preoccupato per la madre che non rispondeva né al telefono né al citofono, chiedendo notizie sulle sue condizioni nonostante, secondo gli inquirenti, fosse già consapevole della sua morte.

Questo tentativo di depistaggio, unito alla freddezza mostrata durante i primi interrogatori e ai segni di colluttazione sul suo corpo che lui aveva giustificato come semplici morsi di insetto, ha portato al suo fermo.

Gli sviluppi giudiziari e le indagini in corso

L'udienza di convalida dell'arresto, durata circa due ore e mezza, ha segnato un punto di svolta nelle indagini. Il gip ha convalidato il fermo e disposto per Filippo Oldani la custodia cautelare in carcere, dove è attualmente rinchiuso nel carcere di Valle Armea a Sanremo. La confessione del giovane rappresenta un elemento centrale per l'accusa, ma non basta a dissipare tutti i dubbi. Le indagini proseguono serrate per ricostruire ogni frammento della serata del 6 luglio e per dare un nome al movente del delitto.

Sono stati effettuati numerosi sopralluoghi nell'appartamento di via Hope e nelle aree condominiali, con il sequestro di due sacchetti della spazzatura dai bidoni della raccolta differenziata. Inoltre, è stata perquisita l'abitazione di Cusago, dove sono stati sequestrati un tablet e documentazione relativa a visite mediche del ragazzo, elementi che gli inquirenti stanno ora analizzando attentamente.

È stata inoltre disposta l'autopsia sul corpo di Lorella Capano, i cui primi esami hanno confermato la morte per strangolamento, e sono in corso accertamenti genetici per confrontare il DNA del figlio con le tracce repertate sul corpo della vittima e sotto le sue unghie.

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