Mondiali 2026, il Portogallo si inchioda sul pari e Cristiano Ronaldo finisce sul banco degli imputati

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'esordio del Portogallo ai Mondiali del 2026, che si stanno disputando negli Stati Uniti, non è certo stato quello che i tifosi lusitani e gli addetti ai lavori si attendevano dalla formazione guidata dal ct Martinez, considerata tra le principali candidate al titolo mondiale.

Il pareggio per 1-1 contro la Repubblica Democratica del Congo, maturato al termine di una partita giocata a Houston, ha subito riacceso un dibattito che sembrava sopito ma che, in realtà, non ha mai smesso di covare sotto la cenere: l'effettiva utilità in campo di Cristiano Ronaldo, ormai quarantunenne e al suo sesto, e quasi certamente ultimo, appuntamento con la rassegna iridata.

La prova del capitano, infatti, è stata definita in patria e all'estero con aggettivi pesanti, tanto da scatenare un vero e proprio processo mediatico che lo ha visto finire, per usare un eufemismo, sul banco degli imputati.

Una prestazione da dimenticare e i numeri che condannano CR7

Quella che si è vista sul terreno di gioco è stata l'immagine di un attaccante irriconoscibile, che ha ciondolato per novanta minuti senza mai riuscire a incidere concretamente sullo sviluppo della manovra offensiva della sua squadra.

I dati statistici, che spesso e volentieri possono essere ingannevoli, in questo caso dipingono un quadro impietoso di quanto accaduto: nessun tiro nello specchio della porta avversaria, nessun dribbling completato, nessuna azione pericolosa creata per i compagni, e persino un numero di tocchi di palla inferiore a quello del proprio portiere, Diogo Costa.

Un dato, quest'ultimo, che la stampa internazionale non ha mancato di sottolineare, quasi a voler cristallizzare l'immagine di un calciatore che, nonostante la stazza e la storia, appare sempre più estraneo al gioco corale della nazionale.

La stampa internazionale e l'opinione dei quotidiani portoghesi

La reazione dei media, tanto portoghesi quanto stranieri, non si è fatta attendere e ha assunto i toni di una condanna senza appello. Il quotidiano Record, in particolare, non ha usato mezzi termini, attribuendo a Ronaldo un'insufficienza grave in pagella, un 2 su cinque, e titolando "Così non funziona" per sintetizzare lo sterile vagare dell'attaccante in area di rigore.

La sua stessa testata concorrente, A Bola, ha aggiunto un ulteriore tassello alla ricostruzione della giornata storta, evidenziando un dettaglio comportamentale che, a suo dire, la dice lunga sullo stato d'animo del giocatore al termine dell'incontro: la scelta di essere tra i primi ad abbandonare il terreno di gioco, senza partecipare al giro d'onore che i compagni hanno invece compiuto per ringraziare il pubblico presente sugli spalti.

Questo atteggiamento, unito alla prestazione opaca, ha finito per alimentare le critiche di chi, come Thierry Henry, intervenuto come opinionista, ha puntato il dito contro un certo egoismo tattico mostrato in alcune occasioni dal numero 7, reo di cercare la gloria personale a discapito delle scelte più opportune per la squadra.

Il nodo tattico di Martinez e l'astinenza da gol nei tornei maggiori

Di fronte a questa mole di critiche, che provengono da più fronti e che sembrano mettere in discussione non solo il presente ma anche il futuro immediato del calciatore in maglia portoghese, il ct Martinez ha scelto la linea della difesa ad oltranza, spiegando che in una partita in cui la squadra faticava a pungere, non aveva senso togliere il miglior marcatore della storia del calcio.

Una posizione, la sua, che appare sempre più difficile da sostenere, specialmente se si considera che il digiuno di Ronaldo in termini di reti nelle competizioni maggiori, tra Europei e Mondiali, si protrae ormai da dieci partite consecutive, nonostante i numerosi tentativi andati a vuoto.

La domanda che aleggia, pertanto, è se l'allenatore belga abbia la volontà e il coraggio di operare un cambiamento radicale, magari optando per l'inserimento di un attaccante più mobile come Gonçalo Ramos, o se continuerà a fare affidamento sulla stella, alimentando così un dibattito che rischia di diventare un peso insostenibile per l'intero spogliatoio, mentre la selezione lusitana si appresta ad affrontare le prossime, decisive sfide del girone contro Uzbekistan e Colombia.

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