Lidl Italia, firmato l’accordo sul contratto integrativo: ecco cosa prevede per i 23mila dipendenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo una lunga vertenza, costellata da diverse giornate di sciopero e da una mobilitazione che ha visto le lavoratrici e i lavoratori scendere in campo con determinazione, Lidl Italia e i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno finalmente raggiunto un’intesa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. L’ipotesi di accordo, siglata nelle scorse ore, rappresenta un punto di svolta per una delle realtà più importanti della grande distribuzione organizzata nel nostro paese, un colosso che, dal suo arrivo in Italia nel 1992, ha aperto oltre 780 punti vendita e 12 centri logistici, arrivando a dare lavoro a più di 23.000 persone. Il testo dell’intesa verrà ora sottoposto al vaglio dei dipendenti, chiamati ad esprimersi tramite consultazione nei luoghi di lavoro: solo dopo questo passaggio, che si terrà nelle prossime settimane, l’accordo potrà considerarsi definitivamente operativo. I sindacati, nel presentare i contenuti dell’intesa, ne hanno sottolineato la portata innovativa, ricordando come il risultato sia il frutto della pressione esercitata dal personale, che non aveva mancato di ricorrere allo sciopero per sbloccare una trattativa che si protraeva ormai da tempo -1.

Più soldi in busta paga e un premio annuale garantito

Uno dei pilastri su cui si regge il nuovo contratto integrativo è senza dubbio il rafforzamento della parte economica. L’accordo introduce, per tutti i dipendenti, un premio fisso annuale di 650 euro: una cifra, questa, che non verrà riproporzionata in base all’orario di lavoro, andando così a beneficiare in modo significativo anche i lavoratori part-time, che costituiscono una fetta importante dell’organico. Di questi 650 euro, una parte, pari a 150 euro, sarà erogata direttamente in busta paga, mentre i restanti 500 euro verranno corrisposti sotto forma di buoni spesa, andando a integrare un welfare aziendale che, nell’accordo, viene complessivamente potenziato. Non solo: l’intesa prevede anche un adeguamento degli inquadramenti per il personale dei magazzini, con il riconoscimento del quarto livello a tutti quegli addetti che, fino a ieri, risultavano inquadrati al quinto, un avanzamento che inciderà naturalmente sulla retribuzione base e su altri istituti contrattuali -1.

Organizzazione del lavoro e turni: arriva la programmazione quadrisettimanale

Parallelamente agli aspetti strettamente salariali, il contratto integrativo ridisegna in profondità le regole sull’organizzazione del lavoro, da sempre al centro delle rivendicazioni sindacali per via di un sistema, quello precedente, giudicato troppo flessibile e spesso penalizzante per la vita privata dei dipendenti. La novità principale, in questo senso, è l’introduzione di una programmazione dei turni su base quadrisettimanale: un arco temporale più ampio che garantisce ai lavoratori una maggiore prevedibilità dei propri orari, consentendo di organizzare con molto anticipo impegni familiari, personali e di svago. Si tratta di un cambiamento sostanziale, che va nella direzione di una migliore conciliazione tra i tempi di vita e quelli di lavoro, un obiettivo dichiarato e perseguito durante l’intera trattativa. Inoltre, le parti hanno concordato di avviare una sperimentazione per un nuovo modello organizzativo, che superi le vecchie logiche, e contestualmente è stato stabilito un impegno alla formazione dei responsabili, chiamati a gestire il personale con criteri aggiornati e più rispettosi delle esigenze di tutti -1.

Lavoro domenicale e notturno: maggiorazioni più alte e tutele estese

Un capitolo importante dell’accordo riguarda la disciplina del lavoro festivo e notturno, ambiti in cui l’azienda ha accettato di migliorare le condizioni economiche e normative. Per quanto concerne il lavoro domenicale, viene confermata la maggiorazione del 135%, una cifra ben superiore rispetto al 30% previsto dal Ccnl del Terziario Confcommercio, e viene introdotto un modello trimestrale per l’organizzazione dei presidi nei punti vendita. Inoltre, nel caso in cui la prestazione lavorativa domenicale superi le quattro ore, è garantita la retribuzione di un ventiseiesimo in più. Sul fronte del lavoro notturno, le maggiorazioni vengono innalzate fino al 50%, e questa misura andrà a beneficio anche di quei lavoratori che, in precedenza, erano rimasti esclusi dalle maggiorazioni applicate unilateralmente dalla società, le quali, peraltro, verranno ora recepite a tutti gli effetti all’interno del contratto integrativo. L’obiettivo, in questo come in altri punti, è quello di uniformare e migliorare le tutele per tutta la forza lavoro -1.

Part-time minimo a 25 ore e welfare per la genitorialità

Tra le misure che segnano una discontinuità con il passato, spicca l’innalzamento della soglia minima del part-time a 25 ore settimanali. Una modifica, questa, che non è solo formale, ma che avrà ricadute concrete per circa duemila lavoratrici e lavoratori, i quali, nell’arco di due anni, vedranno aumentare il proprio orario contrattuale. Si tratta di un intervento che va a incidere sul fenomeno del part-time involontario, una piaga particolarmente sentita nel settore della grande distribuzione. Contestualmente, l’accordo potenzia in modo significativo il welfare aziendale, con un’attenzione particolare alle politiche per la famiglia e la genitorialità. I diritti già previsti in materia di congedi, aspettative e assistenza vengono infatti estesi alle unioni civili e alle coppie di fatto, equiparando di fatto le tutele per tutti i genitori. Viene inoltre istituito un congedo di paternità obbligatorio retribuito al 100% fino a 15 giorni, migliorati i congedi parentali e introdotto un buono spesa di 100 euro per ogni nuovo nato. Non mancano, infine, misure a sostegno dei lavoratori con disabilità o con gravi problemi di salute, come l’estensione del periodo di comporto e l’introduzione delle ferie solidali -1.

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