Dua Lipa e Callum Turner, il dopo nozze in Sicilia tra riserbo e già annunciati rientri
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La macchina organizzativa, quella che per tre giorni ha trasformato la scenografica cornice di Bagheria e Palermo in un palcoscenico patinato per un centinaio di ospiti internazionali, si è avviata verso lo smantellamento già dalle prime luci dell’alba. A Villa Valguarnera, scrigno settecentesco che ha fatto da sfondo alla cerimonia, i camion e i mezzi tecnici hanno iniziato a rimuovere le strutture temporanee, gli allestimenti floreali e le attrezzature audio, restituendo alla collina di Bagheria la sua quiete abituale.
Se la festa è ufficialmente finita – l’ultimo ospite ha lasciato la pista da ballo intorno alle sei del mattino, complice il dj set internazionale – per gli sposi e i loro familiari più stretti il soggiorno siciliano non si è però concluso in modo altrettanto repentino.
Nessuna traccia della coppia, nella mattinata di oggi, tra gli spazi comuni di Villa Igiea, il cinque stelle lusso che è stato il loro quartier generale e che affaccia sulle acque del golfo di Palermo.
A suggerire un prolungamento della permanenza in totale anonimato, più che la presenza del personale di sicurezza privata ancora in assetto, è il dato logistico relativo al superyacht Nero: l’imbarcazione, che nei giorni scorsi era stata associata all’organizzazione delle tappe delle celebrazioni e che molti avevano indicato come possibile trasporto per gli invitati, risulta infatti non essere più ormeggiata al molo di Marina di Villa Igiea da ieri sera.
Se per gli sposi il weekend prosegue dunque nel riserbo più stretto, per alcune delle star che hanno preso parte all’evento – e che hanno contribuito a rendere queste nozze un appuntamento imperdibile per il gossip internazionale – il ritorno alla routine è già un fatto compiuto.
Il rientro lampo di Elton John e la polemica sulle descrizioni della stampa britannica
A lasciare la Sicilia nella tarda mattinata, e ad aver così anticipato i tempi rispetto a gran parte degli altri ospiti, è stato Elton John, che insieme al marito David Furnish ha preso un volo privato diretto a Farnborough, nel Regno Unito, subito dopo aver dato il suo addio alla coppia. La sua performance, quella intima al pianoforte di “Your Song” risuonata tra le mura della villa durante il ricevimento, ha rappresentato uno dei momenti più alti della serata.
Un addio, il suo, che arriva mentre fa ancora rumore, nei palazzi della politica regionale, l’eco della polemica sollevata dalla stampa britannica: alcuni quotidiani – tra cui il Telegraph, che ha poi corretto parzialmente il tiro, e il Sun – hanno infatti descritto le location delle nozze con riferimenti al passato di Cosa Nostra, parlando di “covo della mafia” o di “passato brutale” dell’isola.
Parole che hanno scatenato la reazione del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, il quale ha parlato di un danno d’immagine “enorme” arrecato alla Sicilia e ai siciliani, chiedendo ufficialmente scusa ai diretti interessati e sottolineando come gli stereotipi relativi alla criminalità organizzata ignorino decenni di riscatto civile. Le proteste, in questo caso, sono arrivate anche dalla Fondazione Falcone, che ha definito offensivo continuare a identificare la Sicilia esclusivamente attraverso quella lente.
Menu, dj set e la quiete dopo la tempesta mediatica
Restano top secret, e probabilmente lo resteranno a lungo, i dettagli più intimi del ricevimento, da quello che hanno effettivamente mangiato gli ospiti – circolava voce di paccheri all’astice – ai due cambi d’abito indossati dalla popstar. Quello che trapela dall’esterno, dai racconti dei residenti e da chi ha lavorato per l’evento, è il quadro di una festa che ha sapientemente mescolato lusso ed emozione: alla performance di Elton John ha fatto seguito un lungo spettacolo pirotecnico visibile dall’intera baia, mentre il dopo cena è stato affidato alle mani di un parterre de roi di deejay.
Proprio la scelta della Sicilia come palcoscenico, nonostante le contestazioni sui disagi alla viabilità e le limitazioni imposte alla circolazione, ha portato con sé anche un risvolto economico non trascurabile per il territorio: secondo un report citato dall’agenzia Ansa, l’impatto stimato delle tre giornate di festeggiamenti sull’area metropolitana di Palermo si aggirerebbe attorno ai 268 milioni di euro. Una cifra che restituisce le proporzioni di un evento che, al netto dei riflettori e della carta da zucchero, è stato un affare da milioni di dollari anche in termini di indotto.




