Domenica in, Biagio Antonacci si confessa: la telefonata di Eros Ramazzotti e il ricordo del padre

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mara Venier, tornata alla conduzione del salotto domenicale di Rai1, ha messo ancora una volta in scena quella che ormai è una formula consolidata – fatta di interviste intime, intrattenimento leggero e improvvisazione – e l’ospite Biagio Antonacci, nel corso dell’ultima puntata del 10 maggio 2026, si è ritrovato al centro di un vortice emotivo inaspettato. Lui, che pure è abituato a gestire le luci della ribalta da decenni, ha lasciato trasparire una vulnerabilità rara quando ha raccontato il legame profondissimo con i suoi genitori, in particolare con la figura paterna scomparsa. «Mi sono ritrovato a cantare dopo tre giorni dal funerale di mio padre nello stadio della sua città», ha confessato, e in quella frase si è condensato tutto il peso di un dolore che non si attenua ma che, paradossalmente, alimenta la sua arte performativa.

L’amicizia con Eros Ramazzotti, nata da una fredda sera a Milano

Nel corso della stessa trasmissione, a movimentare ulteriormente la scaletta ci ha pensato una telefonata in diretta: Eros Ramazzotti, che dell’amico Antonacci conosce passaggi pubblici e privati, ha voluto raccontare il loro primo incontro. Era una sera d’inverno a Milano, entrambi all’inizio di carriere che li avrebbero portati lontano, e da quel momento – ha spiegato Ramazzotti – non hanno più smesso di sostenersi. La loro amicizia, svelata senza retorica, si fonda su gesti concreti più che su dichiarazioni pubbliche: un dettaglio che la conduttrice, con la sua proverbiale disinvoltura, ha provato a scandagliare, finendo però per creare qualche imbarazzo di troppo.

La gaffe di Mara Venier e i “soli baci” con Antonacci

Proprio la Venier, del resto, si è lasciata andare a un paio di uscite al limite del malizioso: prima ha detto a Biagio, tra il serio e il faceto, «con te solo baci, purtroppo», e poi, rivolgendosi a Ramazzotti al telefono, ha azzardato una frase che l’ha costretta a zittirsi con un secco «non si può dire». Un momento di blackout verbale, il suo, che ha strappato un sorriso imbarazzato agli ospiti in studio e ha riportato l’attenzione su ciò che accade quando la diretta televisiva non lascia spazio al copione. La conduttrice, abituata a gestire i tempi e le emozioni altrui, ha mostrato anche il fianco a un’ironia che non sempre trova la battuta giusta.

La sicurezza ritrovata sul palco grazie agli occhi dei genitori

Molto più intenso, però, è stato il passaggio in cui Antonacci ha ricostruito il senso di protezione che genitori ancora viventi gli regalavano. «Grazie a loro mi sentivo sicuro sul palco – ha detto –. Mamma è stata il punto di riferimento della mia vita, è una donna moderna, mi seguiva in tournée anche con papà». E ancora: «Mi sentivo protetto da loro sul palco: tutte le paranoie che si fa un artista finiscono perché sai che lì c’è qualcuno pronto a difenderti, sai che salterebbero sul palco per te». Parole che restituiscono il ritratto di un cantante che ha costruito il proprio successo anche su quella rete invisibile, fatta di affetti fisicamente presenti tra il pubblico. La puntata di “Domenica In”, tra aneddoti musicali e confessioni a cuore aperto, ha offerto così una panoramica non scontata sull’uomo dietro le canzoni, senza che la leggerezza del programma abbia mai del tutto offuscato la sincerità di certi ricordi.

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