Carcere per le donne incinte: una nuova norma divide la maggioranza
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Redazione Interno
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Il disegno di legge in materia di sicurezza, recentemente approvato dalle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati, ha sollevato un vespaio di polemiche. Tra le varie misure, una in particolare ha attirato l'attenzione: la possibilità di carcere per le donne incinte o con neonati fino a un anno.
La norma in questione
L'articolo 12 del disegno di legge sulla sicurezza prevede, tra le altre cose, la possibilità di rinviare la pena per le donne in gravidanza e le madri con figli sotto l'anno. Questa misura, tuttavia, non è più un obbligo, ma una facoltà.
Divisioni in Parlamento
La norma ha diviso la maggioranza in Parlamento. Forza Italia si è astenuta durante il voto in commissione giustizia alla Camera, mentre Lega e Fratelli d'Italia si sono espressi a favore. Quest'ultima formazione politica ha salutato con entusiasmo l'approvazione della norma, in linea con la sua politica di "cattivismo" volta a rosicchiare consenso a Meloni.
Le reazioni delle opposizioni
Le opposizioni hanno reagito con indignazione alla notizia. Hanno presentato vari emendamenti per modificare la norma, ma tutti sono stati bocciati. Forza Italia, pur non partecipando al voto sugli emendamenti, ha annunciato che presenterà un emendamento in Aula per mantenere l'obbligo di rinvio della pena per le donne in gravidanza e le madri con figli neonati.
Prossimi sviluppi
Il voto finale sul provvedimento è previsto per settembre. Sarà interessante vedere come si evolverà la situazione e quali saranno le conseguenze di questa norma, sia in termini di politica interna che di diritti delle donne e dei bambini.




