Ranieri contro l'arbitro: "Non meritava il nostro saluto"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Claudio Ranieri, al termine di Porto-Roma, gara finita 1-1 nell’andata dei playoff di Europa League, ha deciso di non lasciare spazio a equivoci. Il tecnico giallorosso, visibilmente irritato, ha richiamato i propri giocatori negli spogliatoi, evitando che salutassero l’arbitro. Una scelta netta, dettata da una rabbia che ha trovato sfogo ai microfoni di Sky Sport: "Non volevo che i miei calciatori salutassero l’arbitro. Non meritava il saluto". Una frase che racchiude tutto il disappunto per una direzione di gara considerata inadeguata, se non parziale.

Ranieri, che ha lodato la prestazione della sua squadra – "siamo venuti qui per vincere, abbiamo fatto veramente bene" –, non ha nascosto il suo malumore verso l’operato del fischietto tedesco Tobias Stieler. "Parlo con Rosetti", ha aggiunto il tecnico, riferendosi al responsabile degli arbitri italiani, "tutti sanno che lei è una persona integerrima, onestissima, ma come fa a mandare a Oporto un arbitro che in 21 partite, oggi 22, la squadra in trasferta ha fatto solo nove pareggi?". Una critica che va oltre il singolo episodio, toccando un nervo scoperto: la percezione di un trattamento sfavorevole in trasferta, un tema che da anni accompagna le avventure europee della Roma.

La gestione dei cartellini da parte di Stieler ha ulteriormente alimentato le polemiche. Il fischietto ha estratto ben sette ammonizioni ai danni dei giallorossi, un numero che non si vedeva in Europa dal 2007, quando contro il Lione in Champions League furono otto. Una statistica che, unita alle decisioni contestate durante la partita, ha contribuito a creare un clima di tensione. Ranieri, al triplice fischio, non ha trattenuto la sua frustrazione, sfogandosi prima in campo e poi in conferenza stampa.

La situazione richiama alla memoria un episodio simile avvenuto a Budapest, quando un errore arbitrale costò caro alla Roma. Allora, il silenzio dei proprietari, i Friedkin, fu percepito come un’ulteriore ferita. "Quando si subisce un torto, ci si aspetta almeno la carezza di mamma e papà", si disse all’epoca, riferendosi alla mancanza di un sostegno pubblico da parte della società. Mourinho, allora allenatore, rimase solo a fronteggiare le critiche. Ora, con Ranieri, il rischio è che la storia si ripeta, se i Friedkin non prenderanno una posizione chiara.

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