La UEFA valuta la sospensione di Israele: le reazioni e il contesto internazionale
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Redazione Sport
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Secondo una notizia riportata in esclusiva dal quotidiano britannico ‘Times’, i membri della UEFA si sono detti favorevoli a un provvedimento che escluderebbe Israele da tutte le competizioni calcistiche internazionali. Questa decisione, attesa già per la prossima settimana, segnerebbe una svolta drammatica nei rapporti tra l’organismo continentale e lo Stato ebraico. La pressione diplomatica su Israele si è intensificata nelle ultime settimane e una tale mossa, che giunge dopo le pesanti conclusioni di una Commissione ONU sul conflitto a Gaza, avrebbe conseguenze immediate: chiuderebbe la porta alla nazionale israeliana per i prossimi Mondiali ed escluderebbe il Maccabi Tel Aviv dall’Europa League.
Le motivazioni della UEFA
La posizione della UEFA, stando alla ricostruzione del ‘Times’, maturerebbe in seguito al rapporto delle Nazioni Unite che ha definito "genocidio" le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. Quel documento, le cui conclusioni sono state oggetto di un acceso dibattito, avrebbe spinto l’organizzazione a valutare una sospensione analoga a quella inflitta alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. Sebbene i contesti geopolitici siano diversi, il parallelo sul piano sportivo è inevitabile, segnando un possibile precedente nell’uso dello sport come leva di pressione internazionale.
La reazione di Israele
Da Gerusalemme, la risposta del governo israeliano non si è fatta attendere. Il ministro dello sport, Miki Zohar, ha confermato ai media locali di essere al lavoro con il premier Benjamin Netanyahu per organizzare una contromossa diplomatica atta a scongiurare quella che viene percepita come una grave ingiustizia. L’ipotesi di un’esclusione, che Netanyahu aveva già pubblicamente denunciato come "meschina", viene ora contrastata con ogni mezzo, evidenziando l’alto valore simbolico che il calcio ricopre nel dialogo, ormai sempre più teso, con le istituzioni europee.
Uno scontro che va oltre il calcio
La discussione sull’esclusione di Israele si inserisce in un dibattito globale che divide chi considera legittima la reazione israeliana dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas e chi, al contrario, la ritiene sproporzionata, sottolineando il tragico bilancio di vittime civili a Gaza. La possibile decisione della UEFA, al di là delle motivazioni ufficiali, non potrà che riflettere questa profonda spaccatura, trasformando i campi da calcio in un altro terreno di scontro politico.




