La tragica fine di Alex Marangon: un rituale spirituale diventa fatale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alex Marangon, un giovane di 25 anni originario di Marcon, Venezia, è stato trovato senza vita su un isolotto del Piave a Ciano del Montello, Treviso. Scomparso il 30 giugno, il suo corpo è stato ritrovato due giorni dopo. L'autopsia ha rivelato che non vi erano segni di violenza sul corpo.

Il ruolo dell'ayahuasca

Un decotto psichedelico a base di ayahuasca, composto da diverse piante amazzoniche, potrebbe essere stato la causa della morte di Marangon. La procura di Treviso ha disposto accertamenti per determinare se la morte possa essere collegata all’uso di questa sostanza, classificata dal ministero della Salute come stupefacente e psicotropa.

Il contesto della morte

Marangon è morto dopo una festa new age, durante la quale potrebbe aver assunto l'ayahuasca. Questa sostanza è considerata stupefacente e psicotropa dal Ministero della Salute, che l'ha resa illegale nel 2022.

L'ayahuasca e il bisogno spirituale

Il caso di Marangon ha portato alla luce un fenomeno diffuso di rituali, finalizzati all’assunzione di sostanze psichedeliche come l'ayahuasca. Questo infuso è talmente potente che anche nelle culture da cui proviene è somministrato alla presenza dei cosiddetti curanderi. Nonostante la sua illegalità, l'uso dell'ayahuasca è visto da alcuni come la spia di un diffuso bisogno spirituale.

La tragica morte di Alex Marangon ha sollevato molte domande sulla sicurezza e la legalità dell'uso di sostanze psichedeliche in contesti rituali. Mentre le indagini continuano, la comunità resta in attesa di risposte definitive.

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