Brividi ed eleganza sul lago ghiacciato: a St. Moritz il trionfo della Talbot-Lago

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il bianco accecante del lago ghiacciato, un palcoscenico naturale unico al mondo, ha fatto da contrappunto ai colori e alle linee di cinquanta modelli che rappresentano il vertice assoluto del collezionismo automobilistico. The I.C.E. St. Moritz, il concorso di eleganza che trasforma il ghiaccio del St. Moritzersee in un salone d'onore, ha celebrato la sua edizione del 2026 con una parata di rara bellezza, salutata nel cielo dallo spettacolo della Patrouille Suisse. L'evento, che unisce la passione per i motori all'atmosfera incantata dell'Engadina, ha visto protagonisti modelli classici e sportivi di inestimabile valore, ciascuno dei quali ha scritto una pagina della storia dell'automobile. Tra questi, dopo un'attenta valutazione della giuria, è emerso un vincitore assoluto, capace di distinguersi per eleganza, storicità e stato di conservazione, aggiudicandosi il prestigioso Titolo di "Best in Show".

Il trionfo della "Teardrop" e i successi italiani

A conquistare il massimo riconoscimento è stata una Talbot-Lago T150C SS “Teardrop” del 1937, un'autentica opera d'arte su ruote, il cui soprannome evoca già la fluidità e la purezza della sua carrozzeria. Questo esemplare, simbolo dell'epoca d'oro dell'automobile francese, ha superato rivali di altissimo livello, imponendosi per l'armonia delle forme e il suo inconfondibile fascino. La competizione, articolata in diverse classi, ha registrato anche significativi successi per il made in Italy. La categoria dedicata alle "Barchettas on the Lake", ad esempio, ha visto il trionfo di una Ferrari 750 Monza, che ha ottenuto anche l'InstaLake Award, segno di una doppia consacrazione, sia da parte degli esperti che del pubblico dei social. Oltre alla Sport di Maranello, altre vetture italiane hanno primeggiato nelle rispettive categorie, con Lancia e Maserati che hanno raccolto i frutti di una partecipazione di altissimo livello.

Protagonisti eccentrici e storie uniche

Accanto alle auto più note agli appassionati, l'evento ha offerto spazio a veri e propri gioielli eccentrici, portatori di storie particolari. È il caso, per citarne una, della Pontiac Vivant 77 del 1965, esposta dal collezionista americano Phillip Sarofim. Questo concept car dalle forme avveniristiche, che ricordano quelle di una manta, spicca per il suo colore turchese contro il ghiaccio e rappresenta un unicum mondiale, frutto del genio creativo di progettisti della General Motors soprannominati, non a caso, "i Beatles di Troy, Michigan". La sua presenza sottolinea come The I.C.E. non sia solo una competizione, ma una vera celebrazione della diversità e dell'ingegno nel mondo dell'automobile, dove trovano posto sia le icone consolidate che le creazioni più audaci e meno conosciute.

Dalle Bentley d'epoca alle regine delle corse

La varietà delle cinque classi in gara ha permesso di ammirare un panorama estremamente ampio, che spazia dalle eleganti coupé d'epoca alle temerarie protagoniste delle corse. Sul lago sono apparse, infatti, sia una maestosa Bentley 4,5 litri Open Tourer del 1928, emblema di un'era lussuosa e solenne, sia leggende delle piste come la Porsche 917 del 1970 o la Nissan R390 GT1 che corse a Le Mans. Non è mancata nemmeno una Lancia Stratos nella celebre livrea Alitalia, a ricordare i trionfi nel rally. Questa coesistenza di stili ed epoche diverse, tutte accomunate da uno stato di conservazione perfetto, è ciò che conferisce all'evento il suo carattere unico, trasformando il paesaggio innevato in un museo dinamico dove la storia dell'automobile prende vita, solcando silenziosamente la superficie gelata.

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