Virginia Giuffre si è suicidata: era l’accusatrice di Epstein e del principe Andrea
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Redazione Esteri
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Virginia Giuffre, la donna che per anni aveva denunciato di essere stata vittima di abusi e traffico sessuali da parte del finanziere Jeffrey Epstein e del principe Andrea d’Inghilterra, si è tolta la vita nella sua casa in Australia. A confermarlo è stata la sua famiglia, che in una breve dichiarazione ha parlato di una vita segnata dal dolore, definendola "schiacciata dal peso degli abusi subiti". La Giuffre, che aveva 41 anni, era diventata nota per il suo ruolo centrale nello scandalo che travolse Epstein – morto in carcere nel 2019 in circostanze ancora controverse – e per la battaglia legale contro il principe Andrea, conclusasi con un accordo extragiudiziale.
Nata negli Stati Uniti ma trasferitasi in Australia, Virginia Giuffre aveva raccontato più volte di essere stata reclutata giovanissima da Ghislaine Maxwell, compagna di Epstein, e costretta a rapporti sessuali con uomini potenti, tra cui lo stesso principe Andrea. Le sue accuse, sostenute da testimonianze e documenti, avevano contribuito a riaprire il caso Epstein, portando a nuove indagini e arresti. La Maxwell, condannata a vent’anni di carcere, è oggi l’unica figura di rilievo rimasta coinvolta nello scandalo dopo la morte del miliardario.
Quello di Giuffre era un nome chiave anche nell’inchiesta britannica sul principe Andrea, che nel 2022 scelse di patteggiare pur senza ammettere colpe, versando un risarcimento di cui non furono resi noti i dettagli. La sua morte arriva in un momento in cui, nonostante le condanne e le inchieste, molte domande sul caso Epstein restano senza risposta. La famiglia ha chiesto privacy, ricordando che "Virginia ha combattuto fino all’ultimo, ma il trauma è stato più forte di lei". Le autorità australiane hanno avviato le indagini di routine, ma non ci sono elementi che facciano pensare a dinamiche diverse dal suicidio.
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