Valter Longo, dalla musica alla longevità: «Aperitivo vietato, minestrone sì»
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Redazione Salute
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Classe 1967, genovese di nascita ma americano d’adozione quasi per caso: Valter Longo, che oggi è uno dei ricercatori italiani più citati al mondo nel campo dell’invecchiamento, lasciò l’Italia a sedici anni inseguendo un sogno lontano dalla scienza, quello della musica.
Una passione, quest’ultima, mai del tutto sopita – tanto che lo stesso Longo non esclude di registrare un giorno i suoi brani in studio – ma che fu progressivamente messa da parte per lasciare spazio agli studi, i quali lo hanno portato a dirigere l’Istituto sulla Longevità della University of Southern California. sky +3
Ed è proprio in veste di direttore di quell’istituto, nonché di fondatore di una fondazione omonima attiva anche a Milano, che Longo ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, nella quale ha ribaltato molti dei luoghi comuni legati all’alimentazione e alla dieta. primocanale +3
Il paradosso del «mangiare di più» per dimagrire
L’affermazione che più di tutte rompe gli schemi, nella sua narrativa, è quella secondo cui per perdere peso non bisognerebbe ridurre le porzioni, bensì aumentare il consumo di cibo sano: «Il segreto non è mangiare meno, ma di più», ha dichiarato il professore, spiegando che l’errore più comune è quello di saltare i pasti o ridurli drasticamente, finendo poi per abbuffarsi di cibi ad alta densità calorica. leggo +3
Longo, a riprova di quanto sostiene, rivela le sue abitudini quotidiane: a colazione, friselle integrali con crema di mandorle e cacao, accompagnate da frutta e una miscela di tè verde e nero; pranzo consumato soltanto nel fine settimana – a base di verdure e pesce come salmone o orate – e, per cena, un «minestrone enorme» composto da ottanta grammi di pasta, duecentocinquanta grammi di verdure e altrettanti di legumi. sky +3
Una mole di cibo notevole, insomma, che però grazie all’elevato contenuto di fibre e acqua sazia l’organismo senza appesantire il bilancio calorico, lontana anni luce dalle logiche restrittive del conteggio ossessivo delle calorie. primocanale +3
L’aperitivo delle 19: un’abitudine «pessima» sotto accusa
Se il minestrone è il piatto simbolo della longevità secondo Longo, il bersaglio principale delle sue critiche è invece un rituale sociale molto radicato, specialmente nel capoluogo lombardo: l’aperitivo.
Lo scienziato, che pure vive e lavora tra Los Angeles e Milano, non usa mezzi termini nel definire l’happy hour serale «un'abitudine pessima», motivando il giudizio con il fatto che bere e stuzzicare qualcosa intorno alle diciannove porta inevitabilmente a consumare grassi e amidi al posto di una cena sana ed equilibrata. sky +3
Longo sottolinea come l’aperitivo non solo sostituisca un pasto potenzialmente nutriente con cibo spazzatura, ma alteri anche la finestra temporale entro cui sarebbe ideale assumere i pasti: secondo il suo modello, infatti, l’ideale sarebbe concentrare tutti i consumi alimentari nell’arco di dodici ore, lasciando le restanti dodici al digiuno notturno. La pizza, invece, si salva: lui la mangia spesso, ma rigorosamente senza formaggio. corriere +3
Dalla dieta mima-digiuno alla nuova frontiera degli ambulatori
Oltre alle indicazioni per la tavola di tutti i giorni, Longo è noto per aver formalizzato un protocollo specifico noto come «dieta mima-digiuno», un regime che prevede di ingannare l’organismo facendogli credere di essere a digiuno – attivando così i processi biologici del ricambio cellulare – pur fornendogli le calorie e i micronutrienti essenziali per non indebolirlo.
Questo approccio, da lui consigliato periodicamente ogni tre o quattro mesi, si affianca alla regola della finestra alimentare di dodici ore e ai principi della dieta mediterranea. leggo +3
A dare ulteriore concretezza alla sua missione, il 10 giugno Longo inaugurerà in corso Genova 23 il secondo ambulatorio milanese della sua Fondazione (il primo si trova in via Borgogna), una struttura che mira a tradurre la ricerca scientifica in pratica clinica accessibile.
Un’apertura, questa, che arriva a pochi giorni di distanza dal conferimento del Premio Amadeo Peter Giannini per la ricerca, ricevuto a Genova il 29 maggio, a coronamento di decenni di studi sui meccanismi dell’invecchiamento. leggo +3




