Huawei presenta a Madrid i FreeBuds Pro 5, la cancellazione del rumore diventa un affare di doppi motori neurali

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il colosso tecnologico cinese ha scelto la cornice di Madrid per il lancio europeo dei nuovi auricolari true wireless di punta, i FreeBuds Pro 5, un prodotto che arriva sui mercati occidentali a distanza di qualche mese dal debutto avvenuto in Cina lo scorso novembre, quando erano stati svelati in contemporanea con la serie Mate 80. Con questi auricolari, Huawei prova a ridefinire gli standard del settore, puntando tutto su un'architettura audio e di soppressione dei rumori che integra hardware e intelligenza artificiale in modo piuttosto pervasivo. La novità principale, quella su cui l'azienda costruisce gran parte della comunicazione, risiede nel sistema di cancellazione attiva del rumore definito a “doppio motore” o “Dual-Engine”: una soluzione che, a differenza dei tradizionali sistemi a singolo processore, utilizza due driver acustici separati – un driver dinamico a doppio magnete per le basse frequenze e un driver planare micro-sottile per quelle alte – che lavorano in simultanea per generare onde antifase in grado di neutralizzare rispettivamente i rombi persistenti e i suoni acuti e improvvisi. A coordinare questo doppio intervento ci pensa un algoritmo di intelligenza artificiale, un modello MIMO (Multiple-Input Multiple-Output) di percezione che analizza costantemente il paesaggio sonoro circostante, adattando i parametri di cancellazione in tempo reale per ottimizzare l'isolamento. Le prime recensioni specialistiche, pubblicate nelle ultime ore, confermano del resto l'efficacia di questo approccio: chi ha avuto modo di testarli in ambienti particolarmente complessi come vagoni della metropolitana o cabine aeree, parla di una capacità di riduzione del rumore che non solo supera quella della generazione precedente – con un miglioramento che alcuni tecnici quantificano attorno al duecentoventi per cento – ma che regge bene il confronto, e in alcuni contesti li supera, con i prodotti di riferimento di Apple e Sony.

Un salto generazionale nell’audio wireless grazie al chip e alla connettività

Osservando le specifiche tecniche, emerge con chiarezza come Huawei abbia operato su più fronti per elevare la qualità della riproduzione sonora. Il cuore pulsante dei FreeBuds Pro 5 è il nuovo chip proprietario Kirin A3, un componente che, stando ai dati diffusi, garantirebbe un incremento della potenza di calcolo complessiva di diciotto volte rispetto al chip della precedente generazione, con un miglioramento specifico di 3,75 volte per la potenza di elaborazione DSP e una riduzione dei consumi per l'intelligenza artificiale che arriva all'ottanta per cento. Questa piattaforma hardware, abbinata al supporto della tecnologia di connettività NearLink (o StarLight, per il mercato cinese) nella sua evoluzione E2.0, consente di superare i colli di bottiglia tipici del Bluetooth tradizionale: si parla di una velocità di trasmissione fisica che può toccare i 16 Mbps, una larghezza di banda che rende tecnicamente possibile lo streaming di audio lossless a 4.6 Mbps, sufficiente per veicolare file a 96kHz/24bit. Questo si traduce, per chi possiede uno smartphone Huawei di ultima generazione compatibile con il codec L2HC 5.0, nella possibilità di ascoltare musica in qualità cosiddetta “masterizzata” o “madre”, un livello di dettaglio che si avvicina molto all'ascolto di file non compressi. Per tutti gli altri dispositivi Android, la compatibilità con LDAC garantisce comunque un ascolto ad alta risoluzione, mentre gli utilizzatori di iPhone dovranno accontentarsi dei codec standard, pur potendo contare su una resa sonora che le prime impressioni definiscono comunque eccellente, caratterizzata da bassi profondi e controllati e da alti puliti, grazie al sistema a due vie che separa fisicamente la riproduzione delle frequenze.

L'ergonomia, l'autonomia e la ricchezza di funzioni intelligenti

Sul piano del design e dell'utilizzo quotidiano, i FreeBuds Pro 5 presentano diverse rifiniture e implementazioni che ne arricchiscono la proposta. Il design degli auricolari, pur mantenendo lo stelo caratteristico, è stato ridisegnato per essere più compatto: le dimensioni nella parte che si inserisce nel padiglione sono state ridotte del sette e mezzo per cento e il peso è calato del sei per cento, attestandosi sui 5,5 grammi per ciascun auricolare, un dettaglio che, insieme ai quattro tagli di gommini in silicone forniti in dotazione, dalla XS alla L, mira a garantire una calzabilità confortevole anche per molte ore di utilizzo, come del resto sostengono i tester che li hanno indossati per sessioni di ascolto prolungate. La certificazione IP57 per gli auricolari e IP54 per la custodia di ricarica li rende inoltre resistenti a polvere, sudore e pioggia leggera. La custodia, disponibile in diverse colorazioni tra cui una variante blu rivestita in similpelle, ha una capacità di 537 mAh e, sommata alle batterie da 60 mAh di ciascun auricolare, promette un'autonomia complessiva fino a 38 ore con la cancellazione del rumore disattivata, che scendono a circa 25-28 ore con il sistema ANC sempre attivo, valori comunque competitivi per la categoria. A completare il quadro ci pensa una serie di funzionalità software che arricchiscono l'esperienza d'uso: la connessione multipunto, che funziona in modo fluido anche tra dispositivi di ecosistemi diversi; il rilevamento della conversazione, che mette in pausa la musica e attiva la modalità trasparenza quando l'utente inizia a parlare; e la regolazione adattiva del volume, che alza o abbassa l'audio in base al rumore ambientale. Non manca infine una modalità a prova di futuro come la possibilità di effettuare registrazioni vocali di riunioni o appunti, con gli auricolari che fungono da microfono direzionale, e l'integrazione con l'assistente vocale proprietario, che arricchisce l'ecosistema per chi utilizza dispositivi della casa.

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