MotoGP, le Mans: martin detta il passo nel warm up, marquez sotto i ferri oggi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’ultima tornata di prove libere, quella del warm up, ha consegnato un verdetto chiaro al circuito Bugatti di Le Mans: Jorge Martin, non nuovo a esibizioni di autorità sulla Aprilia, ha stampato il miglior tempo nella sessione che tradizionalmente precede la gara lunga. Dieci minuti – perché di questo si tratta, di un’intervallo cronometrico assai breve – potrebbero però rivelarsi ingannevoli, se nel pomeriggio le previsioni dovessero concretizzarsi e la pioggia, quella vera, quella che azzera le gerarchie dell’asfalto asciutto, decidesse di fare la sua comparsa. Nel frattempo, la Ducati ufficiale ha confermato una notizia attesa ma non per questo meno rilevante: Marc Marquez, il pilota spagnolo fermato da un infortunio, verrà sottoposto a un intervento chirurgico proprio nella giornata odierna. Un’assenza, quella del #93, che pesa come un macigno sulle ambizioni della squadra di Borgo Panigale.

La festa Aprilia nel gp lungo: rimonta da manuale per martin

Se il warm up ha fornito l’ultimo assaggio di assetti e traiettorie, è stato il Gran Premio della domenica a regalare la sostanza. L’Aprilia ufficiale ha trasformato Le Mans in un proprio fortino, con Jorge Martin autore di una rimonta che molti, forse, non si aspettavano così prepotente. Lo spagnolo, partito non in prima linea, ha pazientato e poi colpito: ha recuperato terreno metro dopo metro, ha ingaggiato un duello serrato con Marco Bezzecchi – il compagno di squadra, va detto, che guida la classifica generale con un solo punticino di vantaggio, 128 contro 127 – e lo ha superato con una manovra pulita ma decisa. A completare il quadro per il team di Noale ci ha pensato Ai Ogura, terzo al traguardo, a dimostrazione che la fabbrica veneta ha messo a punto un pacchetto tecnico di prim’ordine. Un week-end da incubo, al contrario, per la Ducati ufficiale: alla forzata assenza di Marquez in sala operatoria si è aggiunta la caduta di Francesco Bagnaia, un incidente che ha chiuso ogni velleità di risultato per il piemontese.

Sprint agrodolce e cadute: il bilancio della vigilia

La giornata di sabato, quella della sprint race, aveva già disegnato un quadro altalenante. Francesco Bagnaia era tornato in pole position, affiancato in prima fila da Marc Marquez e da Marco Bezzecchi: una griglia di partenza, questa, che prometteva spettacolo. Eppure, allo spegnimento dei semafori, è stato Jorge Martin a bruciare tutti, letteralmente scatenato al via e capace di issarsi al comando con un allungo fulmineo. Alle sue spalle, Bezzecchi ha dovuto difendersi dagli affondi di Bagnaia, mentre più indietro Enea Bastianini – relegato in quattordicesima piazza sulla griglia – faticava a trovare il ritmo giusto. Nel corso della breve corsa, che precede la gara domenicale, si sono registrati altri colpi di scena: una caduta per Mir e Binder, e un ritiro che ha tagliato le gambe a qualche appassionato. La cronaca della sprint, insomma, aveva già anticipato le gerarchie poi confermate nella gara lunga, con Martin capace di imprimere un ritmo forsennato e Bezzecchi costretto a gestire le gomme mentre lo spagnolo rosicchiava decimi su decimi.

Sorpassi al limite e gestione della pressione: le fasi calde del warm up

Tornando al mattino, il warm up ha offerto spunti non banali. Jorge Martin, su Aprilia, ha firmato il miglior tempo, ma il dato più significativo è stata la sua progressione nelle simulazioni di gara. Mentre Marco Bezzecchi provava a impostare una propria fuga – arrivando a toccare un vantaggio di oltre un secondo su Pedro Acosta – lo spagnolo aveva già iniziato la sua rimonta in chiave exercise. Il sorpasso ai danni di Acosta, inserito con chirurgica precisione tra la curva 3 e la curva 4, ha rappresentato un avvertimento lanciato a tutta la griglia. Poco dopo, Martin si è incollato al codone di Bezzecchi, con un margine che si assottigliava a soli sette decimi, poi a otto, mentre sul fronte opposto Ogura superava Di Giannantonio con analoga determinazione. Una sessione, quella del warm up, che non assegna punti ma che spesso svela le intenzioni dei protagonisti: e le intenzioni di Martin, ormai è chiaro, sono quelle di trasformare il mondiale 2026 in un confronto diretto tutto interno all’Aprilia, con Bezzecchi a fare da contraltare italiano. La pioggia attesa per il pomeriggio, eventualmente, potrebbe riscrivere ogni piano, ma i dati raccolti in queste ore parlano di una gerarchia già definita sull’asciutto.

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