L'assedio dei curiosi a Palmoli, la famiglia nel bosco chiede privacy: «Viviamo un trauma da due anni»
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Redazione Interno
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Il casolare immerso nel verde, che nei sogni di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion doveva rappresentare un rifugio sicuro e un luogo di rinascita, si è trasformato suo malgrado in una meta turistica. Da qualche giorno, a dissuadere i ficcanaso, non basta più il cartello «Zona addestramento cani» lungo la Strada Provinciale 192, né il foglio A4 con la scritta in stampatello «VI PREGHIAMO DI RISPETTARE LA NOSTRA PRIVACY» appeso sotto la cassetta delle lettere in legno che riporta i loro cognomi in rosso.
L'ondata di curiosità che si è abbattuta sulla loro abitazione, a circa tre chilometri dal centro di Palmoli, ha spinto la coppia a lanciare un appello pubblico: un misto di gratitudine e di esasperazione, affidato ai social e rilanciato dai principali organi di informazione, per chiedere che venga rispettato il loro bisogno di solitudine.
Selfie, droni e clacson nella notte: l'assedio alla casa nel bosco
Quella che era iniziata come una storia personale e dolorosa, legata a una complessa vicenda giudiziaria e alla pubblicazione del libro «La mia verità», ha generato un interesse nazionale difficile da governare. Turisti, curiosi e sostenitori si sono messi in marcia verso il piccolo comune abruzzese, trasformando la quiete della campagna in un viavai continuo, tanto che un testimone ha paragonato il traffico nei pressi del casolare a quello di Fontana di Trevi.
Le richieste sono sempre le stesse: un selfie con i due genitori, una copia autografata del volume o semplicemente uno sguardo per carpire un frammento della loro quotidianità. A quanto si apprende, non sono mancati episodi ben più invasivi, come il passaggio di auto che suonano il clacson nelle ore notturne o riprese effettuate con un drone, che hanno costretto i coniugi a richiedere l'intervento della polizia municipale in almeno un'occasione.
La lettera aperta: «Siamo grati, ma concedeteci spazio»
Di fronte a questa pressione costante, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion hanno rotto il silenzio con una lettera aperta, diffusa attraverso quei gruppi Facebook che da mesi seguono la loro travagliata storia. «Carissima Italia, siamo profondamente commossi e onorati dall'ondata di sostegno e dal continuo desiderio reciproco di riunire i nostri meravigliosi figli. Siamo anche estremamente grati per il supporto al mio libro e al messaggio che trasmette», si legge nel messaggio, un primo passo per bilanciare l'affetto ricevuto con la necessità di ritrovare una dimensione privata.
È la parte successiva della missiva, tuttavia, a chiarire senza mezzi termini lo stato d'animo della coppia. «Vi preghiamo di comprendere che io e Nathan stiamo vivendo un trauma e uno stress incredibili da quasi due anni e vi chiediamo, gentilmente, di concederci la privacy e lo spazio di cui abbiamo bisogno per ritrovare la forza per i nostri figli», hanno scritto, spiegando che la loro casa deve rimanere quel «rifugio sicuro, fonte di guarigione e rinascita» che hanno faticosamente costruito.
La richiesta è chiara: chi vuole sostenerli può farlo, ma da lontano, magari partecipando alle presentazioni del libro in programma, mentre l'abitazione di Palmoli deve tornare a essere un luogo protetto, lontano da occhi indiscreti e da obiettivi puntati.
Il sindaco e i gruppi social: «Lasciamoli in pace»
A confermare la tensione degli ultimi giorni è intervenuto anche il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, che ha raccontato all'ANSA i momenti di maggiore difficoltà vissuti dalla coppia. L'episodio più eclatante riguarda l'utilizzo di un drone per sorvolare la proprietà, un atto che ha spinto i due genitori a chiamare la polizia municipale per porre fine a quell'invasione di campo.
La voce del primo cittadino si unisce così a quella degli amministratori dei gruppi Facebook dedicati alla loro causa, dove un utente ha scritto: «Persone che vanno a scattare foto, che hanno chiesto un selfie, persone che hanno chiesto una copia del libro. Addirittura una persona è entrata nella proprietà e ha fatto un video. Dov'è il rispetto per due genitori che stanno patendo pene tremende? Lasciamoli in pace!».
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