Chi è Giuseppe Barboni, il curriculum gonfiato e le foto con i vip: tutte le ombre del lottatore “vannacciano” che ha picchiato il migrante

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San Benedetto del Tronto (Ascoli), 13 luglio 2026 – È riuscito in pochi minuti a ottenere quello che stava cercando da anni: la visibilità. Chi conosce, o ha imparato a conoscere, Giuseppe Barboni, 38 anni, lo sa bene. Perché il neo-vannacciano, atleta di lotta-greco romana, e protagonista sabato sera sul lungomare di San Benedetto del Tronto del pestaggio ai danni di un uomo che stava bloccando il traffico, vive di clic. (Il Resto del Carlino)

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Lo slogan della sua compagnia, il Luxury private group (case e aerei per pochi), condensa bene l’essenza del soggetto. Sabato sera è balzato all’onore dei social pestando un immigrato iracheno che bloccava il traffico a San Benedetto del Tronto, con tanto di graziellona bianca messa di traverso sulle strisce pedonali. (Avvenire)

La festa parrocchiale La polizia locale aveva raggiunto l’area prima dell’arrivo dei mezzi della PicenAmbiente, incaricati di effettuare un intervento di pulizia in vista della festa parrocchiale, in quanto i residenti e anche gli operatori hanno segnalato alle forze dell’ordine la presenza di bivacchi e di rifiuti. (Corriere Adriatico)

L'uomo, un senzatetto, aveva tentato di resistere all'intervento della Polizia locale, intervenuta al mattino per sgomberare un accampamento abusivo. (RaiNews)

San Benedetto, sgombero di clochard al Ponterotto con gli agenti di polizia minacciati di morte

Discute con un autista e sembra intralciare il traffico. L'imprenditore Giuseppe Barboni, iscritto al movimento Futuro nazionale dell'ex generale Roberto Vannacci, ha rivendicato le violenze immortalate nel video che sta facendo discutere San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) e non solo. (Il Fatto Quotidiano)

Un uomo blocca il traffico a San Benedetto del Tronto discutendo con un automobilista. Interviene Giuseppe Barboni, imprenditore iscritto a Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, che allontana una bicicletta dalla carreggiata e affronta l'uomo. (La Stampa)

“Bravo!”, “Onore ai lottatori”, “Ce ne vorrebbero a decine per fermare questi nullafacenti”. Lo racconta un editoriale del giornale diocesano “L’Ancora”, che si interroga sul perché “un gesto di violenza viene oggi applaudito da così tante persone”, individuando la causa in “un sentimento diffuso di paura, inquietudine e insicurezza”. (La Difesa del Popolo)