Il presidente Trump attacca l’Italia e Meloni: “Spesi miliardi, non ci aiutano”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La frattura tra la Casa Bianca e Palazzo Chigi si allarga, e questa volta lo fa con le parole crude del presidente degli Stati Uniti. Donald Trump, in un post pubblicato su Truth e ripreso poi anche in un’intervista telefonica concessa a La7, ha rincarato la dose contro l’Italia e il suo premier, Giorgia Meloni, accusandole di non voler contribuire alla difesa comune contro la minaccia nucleare iraniana.

Il presidente americano, dopo aver ricordato gli ingenti investimenti statunitensi nella Nato, ha espresso tutto il suo disappunto per quella che percepisce come una mancanza di sostegno da parte di un Paese che pure è stato difeso per decenni dal suo. L’ennesimo scambio di battute che, di fatto, trasforma un attrito diplomatico in una crisi di fiducia aperta tra i due alleati storici.

L’attacco su Truth e il riferimento alla Nato

Il nuovo affondo di Trump parte dal suo consueto canale social, dove il presidente ha scritto che “dopo aver speso trilioni di dollari per la Nato, l'Italia e il suo primo ministro non prenderebbero nemmeno in considerazione di essere coinvolti contro la Repubblica Islamica dell'Iran e la sua gravissima minaccia nucleare”. Un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni ambigue: per il leader americano, i soldi spesi per la difesa europea pretenderebbero una reciprocità che, a suo dire, Roma non starebbe garantendo.

A margine della dichiarazione, Trump ha anche ricordato di aver concesso a Meloni una foto durante il G7 di Évian, definendo l’atteggiamento della presidente del Consiglio come quasi supplichevole, un’immagine che ha voluto utilizzare per sottolineare il presunto squilibrio di potere tra i due leader.

La risposta di Meloni e il ruolo del G7

Sullo sfondo di questa nuova escalation verbale c’è il corto circuito generato dal rifiuto italiano di concedere a navi e aerei statunitensi l’uso della base di Sigonella per operazioni militari in Medio Oriente, un gesto che la diplomazia di Palazzo Chigi ha cercato di far passare come un mero cavillo tecnico, ma che Washington ha invece letto come un segnale politico preciso.

La stessa Meloni, che già in passato aveva cercato di costruire un rapporto personale con Trump, si trova ora a gestire una tensione che rischia di minare le basi del sostegno atlantico, mentre il governo italiano cerca di bilanciare le richieste statunitensi con una opinione pubblica sensibile al rischio di un coinvolgimento diretto in nuovi conflitti. La replica ufficiale del governo si è limitata a ribadire l’impegno dell’Italia nella Nato, senza però entrare nel merito delle accuse, quasi a voler sottrarre la discussione al linguaggio infuocato dei social.

La trasmissione di Rai3 e il clima di tensione

La vicenda è destinata a tenere banco anche nel dibattito pubblico, come dimostra la scelta della trasmissione “Agorà Estate” di dedicare ampio spazio alla questione nella puntata in onda il 22 giugno su Rai3, condotta da Giulia Di Stefano con Marco Carrara. L’approfondimento televisivo punta i riflettori sullo scontro tra i due leader, analizzando le implicazioni diplomatiche e militari di un dissidio che ormai non sembra più confinabile ai soli scambi social.

Gli strali di Trump arrivano in un momento particolarmente delicato, a pochi giorni da un vertice internazionale in cui l’Italia si era fatta portavoce di una linea prudente, e rischiano di trasformare la questione iraniana in un banco di prova per le relazioni transatlantiche. Per ora, il presidente degli Stati Uniti non ha annunciato ritorsioni concrete, ma la durezza del suo intervento lascia intendere che la pazienza nei confronti dell’alleato italiano potrebbe essere agli sgoccioli.

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