Festa della Repubblica celebrata a Urbino tra cerimonie e polemiche a Bergamo
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Redazione Interno
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Ad Urbino, città capoluogo di provincia, si è tenuta la celebrazione del 79° anniversario della Festa della Repubblica, un evento che ha visto la piena collaborazione delle istituzioni locali. La proposta del prefetto di ospitare la cerimonia nella città rinascimentale è stata accolta con entusiasmo dai sindaci di Pesaro, Andrea Biancani, e di Urbino, Maurizio Gambini, dimostrando una rara unità di intenti tra amministrazioni diverse.
La cerimonia, svoltasi ieri in piazza Mostra alle 10.15, è stata preceduta dall’esibizione del Corpo Musicale “Città di Trento” e ha riunito autorità militari, civili e religiose, oltre a rappresentanti delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. Dopo l’alzabandiera e l’esecuzione dell’Inno di Mameli, è stato letto il messaggio del Capo dello Stato, seguito dagli interventi ufficiali. Un momento solenne, che ha ribadito l’importanza delle istituzioni repubblicane, nate dal referendum del 2 giugno 1946.
Ma se a Urbino la festa è trascorsa senza intoppi, a Bergamo è scoppiata una polemica politica. La capogruppo di Fratelli d’Italia Ida Tentorio, insieme ad altri quattro consiglieri comunali di centrodestra – tra cui Giulia Ceci (Forza Italia), Alessandro Carrara (Lega), Andrea Pezzotta e Alberto Ribolla – ha protestato per l’esclusione dagli inviti ufficiali. Una disputa che ha riacceso tensioni già latenti, sebbene il Comune abbia replicato che si è trattato di una questione di protocollo, non di un deliberato atto di esclusione.




