Monica Bellucci, compleanno in famiglia al Castello di Sorci tra le figlie e il dono del distacco
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un fine settimana all’insegna della discrezione e degli affetti più cari, lontano dai riflettori delle passerelle e dai ritmi serrati della moda internazionale. Monica Bellucci ha scelto ancora una volta il Castello di Sorci, antico maniero del XII secolo ad Anghiari, in provincia di Arezzo, per concedersi qualche ora di relax in compagnia delle figlie Deva e Léonie e della madre Brunella. La struttura, al confine tra Toscana e Umbria, rappresenta per l’attrice un buen retiro abituale, un luogo frequentato fin dagli esordi della carriera e legato a ricordi che affondano nell’infanzia.
Un legame che resiste al tempo
Il rapporto tra Monica Bellucci e il Castello di Sorci non è recente né occasionale. La struttura, un tempo casa colonica del Cinquecento trasformata in dimora signorile, è gestita da Veronica Barelli, che ha raccolto il testimone del padre Primetto e della madre Gabriella. È proprio con la famiglia Barelli che l’attrice ha costruito negli anni un’amicizia solida, tanto da considerare il castello una sorta di casa colonica del cuore. «Mi ricordo quando da piccole scorrazzavano per i corridoi», ha raccontato Veronica Barelli riferendosi a Deva e Léonie.
«Correvano da tutte le parti e, come tutti i bambini, impazzivano per il fantasma».
La riflessione sulla maturità e il tempo che passa
A pochi giorni dal suo sessantaduesimo compleanno, festeggiato lo scorso 30 settembre, Monica Bellucci si è lasciata andare a una riflessione profonda sul significato dell’invecchiare in una lunga intervista all’edizione spagnola di Harper’s Bazaar. «O invecchi e accetti il processo con dignità, oppure muori», ha dichiarato l’attrice. «Vista in questo modo, preferisco di gran lunga invecchiare. Per me invecchiare significa essere abbastanza fortunati da essere ancora vivi e avere un futuro».
Secondo la Bellucci, la maturità porta con sé un dono prezioso e spesso sottovalutato: il distacco. «A volte, man mano che invecchi, smetti di essere solo un’attrice e diventi uno spettatore del mondo, il che ti fa vedere tutto da una prospettiva diversa», ha spiegato. Una consapevolezza che si riflette anche sul piano professionale, dove l’esperienza accumulata diventa una risorsa imprescindibile.
«Se analizzo il mio percorso di carriera, mi rendo conto che non avrei mai potuto interpretare questo ruolo quando avevo 30 o 40 anni, nemmeno con strati di trucco per invecchiare me stessa», ha aggiunto riferendosi al personaggio di Cristina nel film The Birthday Party. «Per dare sostanza, peso e verità a un personaggio con quel livello di tumulto interiore, devi aver vissuto. Devi accumulare cicatrici ed esperienza».
La bellezza secondo Monica Bellucci
Nel corso dell’intervista, l’attrice ha anche ridefinito il concetto stesso di bellezza, sempre più legato alla dimensione interiore e meno all’apparenza fisica. «Credo che significhi avere una ricca vita interiore, una passione che ti ispira, vedere crescere i tuoi figli, contemplare il mare, avere amici, una famiglia che ami», ha affermato. Un cambio di prospettiva che, secondo la Bellucci, si acquisisce soltanto con il passare degli anni. «Quando sei giovane dai tutto per scontato: non pensi al dolore fisico, alla vulnerabilità o alla morte. Ti svegli la mattina, e avere la tua salute o goderti l’aroma del caffè diventa un motivo per essere grato. Ma questo è qualcosa che capisci solo con il tempo».
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