Infermieri sottopagati e in fuga, mancano 65mila professionisti: la crisi della sanità italiana
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Redazione Salute
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Il sistema sanitario italiano sta affrontando un’emergenza che, sebbene spesso sottovalutata, rischia di comprometterne la tenuta: la carenza di infermieri, stimata in 65mila unità. A rivelarlo è l’ultimo rapporto della FNOPI, che, pur registrando un’alta soddisfazione tra i pazienti (94 su 100 per rispetto e dignità), mette in luce il crescente malessere tra i professionisti del settore. Se da un lato il 78,9% dei laureati nel 2023 preferisce ancora il pubblico, dall’altro sono sempre più numerosi quelli che cercano opportunità all’estero, attratti da retribuzioni migliori e un maggiore riconoscimento professionale.
“Non sono più gli eroi silenziosi della pandemia, ma figure qualificate costrette a emigrare”, ha dichiarato Luigi Baldini, presidente dell’Enpapi, sottolineando come la professione, nonostante il suo ruolo centrale, sia penalizzata da condizioni lavorative spesso insostenibili. Il carico eccessivo, unito a stipendi inferiori alla media europea, spinge molti verso Paesi come Germania o Regno Unito, dove le prospettive economiche e di carriera appaiono più allettanti. Anche l’Abruzzo, seppur con un incremento del numero di infermieri rispetto agli abitanti, non sfugge al fenomeno: retribuzioni basse e una scarsa presenza femminile nei ruoli dirigenziali confermano un divario rispetto al resto d’Italia.




