Gara di stile tra Rania e Rajwa: look simbolici per l’Indipendenza giordana
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La celebrazione per gli ottant’anni dell’Indipendenza giordana, avvenuta il 25 maggio 1946 dalla fine del protettorato britannico, ha trasformato le strade di Amman – e soprattutto i saloni del Palazzo Al Husseiniya – in una passerella dove il messaggio patriottico si è intrecciato con l’alta moda.
Se gli occhi del mondo sono puntati sulla famiglia reale hashemita, è stata proprio la sovrana Rania a non deludere le aspettative, apparendo in un abito che è molto più di una semplice dichiarazione di stile: si tratta di un thoub tradizionale, una lunga tunica araba declinata in un raffinato azzurro polvere. A renderlo unico, però, è la fitta trama di ricami che lo percorre, dove emerge prepotente la celebre stella a sette punte, elemento che campeggia sulla bandiera nazionale e che simboleggia l’unità del popolo arabo.
Un dettaglio, quest’ultimo, che non è certamente casuale, dato che la stella si ricollega anche ai sette versetti della prima sura del Corano, l’Al-Fatiha, donando al look della regina una profondità che va oltre l’estetica pura e tocca le corde più intime dell’identità culturale.
Il messaggio patriottico della nuora Rajwa
Accanto a lei, ma certamente non in secondo piano, la nuora Rajwa Al Saif – moglie del principe ereditario Hussein – ha giocato una partita a scacchi fatta di simboli, scegliendo un percorso narrativo parallelo ma altrettanto evocativo. Se la regina ha puntato sulla tradizione araba più classica, Rajwa ha indossato un elegante abito turchese dalla linea fluida, firmato dalla couturier Reema Dahbour, caratterizzato da un drappeggio che forma una sorta di simil-cappa asimmetrica.
Ciò che ha trasformato il suo look da semplice outfit a manifesto politico-culturale sono stati però gli accessori: una spilla a forma di iris nero, fiore simbolo della Giordania che rappresenta resilienza e dignità, e due bracciali dorati che celano un segreto letterario.
Incisi su quei gioielli, infatti, ci sono frammenti dell’inno nazionale e versi della canzone "Urdon" della celebre cantante Fairuz, recitano frasi come "Giordania, terra di determinazione" o "Le spade si sono levate, ma la tua spada non ha ceduto", esaltando la forza e l’onore del Paese senza bisogno di gridare alcuno slogan.
Il dettaglio italiano e la modernità occidentale
Nonostante la forte carica identitaria, entrambe le donne hanno saputo guardare all’Occidente con quella discrezione che contraddistingue il guardaroba reale, creando un ponte ideale tra le due sponde del Mediterraneo. Rania, ad esempio, ha completato il suo abito tradizionale con un paio di décolleté argentate firmate Gianvito Rossi, un brand italiano molto amato anche da Kate Middleton, e una clutch iconica della Bottega Veneta, il celebre modello Knot dal design senza tempo.
Una scelta, quella della borsa, che è stata replicata dalla stessa Rajwa (che ha optato per una versione color ghiaccio) e dalla figlia minore della coppia reale, la principessa Salma, la quale – a differenza del tono pastello della madre e della cognata – ha indossato un vistoso abito a righe rosse e nere, rompendo la monocromia della serata con uno stile decisamente più passionale e contemporaneo.
La presenza di questi accessori italiani non è quindi un mero vezzo estetico, ma una precisa dichiarazione di quella linea di governo basata sull’armonia e sulla collaborazione tra culture diverse, che la monarchia hashemita porta avanti ormai da decenni.
Ottant’anni di indipendenza tra musica e medaglie
La serata, ricca di musica e danze tradizionali, ha visto la presenza di una royal family quasi al completo, schierata al fianco di re Abdullah II per assistere alle celebrazioni che hanno incluso anche la consegna di medaglie e onorificenze – come l’Ordine dell’Indipendenza conferito alla nazionale di calcio giordana per la storica qualificazione ai Mondiali.
Tra i presenti spiccavano la regina madre Muna al-Hussein (84 anni) e i figli minori dei sovrani, Salma e Hashim, mentre la regina Rania aveva già anticipato l’atmosfera festosa attraverso un post social che la ritraeva con le sue due nipotine, Iman e Amina, indossando magliette con i numeri 8 e 0 per simboleggiare proprio gli ottant’anni.
Rania di Giordania ha insomma superato se stessa, regalando una lezione di stile che insegna come la moda, quando è intrisa di significati, possa diventare il mezzo più potente per raccontare la storia di una nazione, senza mai scadere nella retorica facile o nel semplice lusso ostentato. La nuora Rajwa, dal canto suo, ha dimostrato di essere pronta a raccogliere quel testimone, parlando al mondo attraverso la caligrafia araba e le forme delicate della modest fashion, confermandosi come la futura regina consorte sa esattamente chi è e, soprattutto, cosa vorrà rappresentare.




