Sinner, da Wimbledon al discount: vacanza low profile in Sardegna tra selfie e carrello della spesa
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Redazione Sport
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Quattro giorni dopo aver sollevato al cielo il trofeo più prestigioso del tennis mondiale, Jannik Sinner ha già messo da parte i riflettori del Centre Court per indossare un paio di pantaloncini, un cappellino da pescatore calato sui riccioli rossi e occhiali da sole, confondendosi tra gli scaffali di un supermercato. Niente scorte, niente atteggiamenti da divo, solo un carrello della spesa e la voglia di normalità che, ormai, è diventata un marchio di fabbrica per il numero uno del mondo, anche dopo aver bissato il titolo sull'erba di Wimbledon.
La meta prescelta per questo meritato riposo, in attesa del rientro in campo per i Masters 1000 americani e per gli US Open, è ancora una volta la Sardegna, e più precisamente la Gallura: una scelta che sta diventando un rituale e che, nell'ultimo periodo, ha assunto i contorni di un vero e proprio legame con l'isola.
La villa a Porto Rafael e il legame con la Gallura
Non si tratta di una semplice toccata e fuga, ma di una frequentazione che Jannik Sinner sta consolidando nel tempo, tanto che da qualche settimana circolava la notizia, poi confermata da fonti vicine al tennista, dell'acquisto di una villa a Porto Rafael, una delle località più esclusive e riservate del Nord-Est sardo.
Il campione altoatesino, che proprio nelle scorse settimane aveva perfezionato l'acquisto della nuova residenza estiva, ha scelto la costa gallurese come il suo rifugio ideale per ricaricare le pile lontano dal circuito mediatico; una scelta che la dice lunga sulla volontà di trovare un angolo di paradiso dove la riservatezza e la bellezza selvaggia della natura prevalgono sulle pressioni del grande tennis.
Proprio un mese fa, dopo l'uscita al Roland Garros, aveva già trascorso qualche giorno in zona, esplorando l'arcipelago della Maddalena, e ora il ritorno a Porto Rafael suggella un rapporto sempre più stretto con la Sardegna, che ormai può essere considerata una sua seconda casa.
La spesa al discount di Palau: un bagno di normalità
Il contrasto tra la vita da campione e la quotidianità è emerso in tutta la sua evidenza quando, giovedì 16 luglio, Sinner è stato avvistato all'interno di un discount MD a Palau, dove i presenti hanno fatto fatica a credere ai propri occhi. Il numero uno del ranking ATP, con un outfit semplice e il volto in parte nascosto, si aggirava tra i corridoi del punto vendita, in particolare davanti al banco dei formaggi, sotto lo sguardo sbalordito di clienti e dipendenti che hanno subito tirato fuori gli smartphone per immortalare il momento.
«È venuto qui stamattina e le colleghe si sono fatte le foto con lui – hanno raccontato, ancora stupiti, gli addetti del supermercato –. Per tutti noi è stata una bellissima sorpresa, è stato gentilissimo», come riportato da diversi organi di stampa.
L'entusiasmo della gente, che ha travolto la sua proverbiale timidezza, non ha però scalfito la disponibilità del campione, che si è fermato per qualche selfie, dimostrando ancora una volta quella spontaneità che lo rende uno degli sportivi più amati d'Italia, capace di passare dal trionfo regale di Wimbledon alla normalità di una spesa al discount in meno di una settimana.
Un momento di pausa prima del cemento americano
Questa vacanza in Sardegna rappresenta, per Jannik Sinner, l'ultimo vero momento di pausa prima di tuffarsi nella seconda, decisiva parte della stagione. Il calendario, dopo il consueto check-up di routine al J-Medical di Torino, lo attende già nei prossimi giorni con l'impegno del torneo di Montreal, in programma dal 2 al 13 agosto, per poi proseguire con il Masters 1000 di Cincinnati e l'assalto agli US Open, l'ultimo Slam dell'anno, dove lo scorso anno aveva dovuto arrendersi in finale a Carlos Alcaraz.
Per il momento, però, la racchetta rimane nella custodia, e la sua testa è occupata solo dal mare cristallino della Gallura, dalla riservatezza della sua nuova villa a Porto Rafael e dall'inaspettata, semplice emozione di una spesa al discount, dove, in fondo, è proprio la sua straordinaria normalità a renderlo unico.




