Magnini a Belve: "Io una pedina, ho registrato tutto"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Filippo Magnini, ospite a Belve, il programma condotto da Francesca Fagnani su Rai 2, ha descritto senza mezzi termini le indagini e la successiva squalifica per doping, poi annullata, come il frutto di una "macchinazione pazzesca" di cui si è sentito vittima. L'ex nuotatore, la cui condanna è stata integralmente accolta e revocata dal Tribunale Arbitrale dello Sport dopo l'impugnazione presentata, ha dichiarato di aver registrato tutti gli interrogatori, consapevole di essere, a suo dire, "la pedina attaccabile" in una strategia più ampia. Ha affermato, con tono risoluto, che le forze dell'ordine avrebbero calcato molto sul suo nome, un espediente finalizzato a non toccare altri atleti, non solo del nuoto ma anche di discipline diverse, in un racconto che getta un'ombra sulle dinamiche investigative.

La reazione di Federica Pellegrini

In un altro contesto, Federica Pellegrini, intervenuta a *La Stampa*, ha commentato le recenti dichiarazioni dell'ex compagno con un secco distacco. "Le parole di Magnini su di me? Sapendo com'è andata mi viene da ridere", ha affermato la campionessa, che ha recentemente imboccato un nuovo percorso impegnandosi in prima persona nel consiglio di amministrazione della Fondazione Giulia Cecchettin. Pellegrini ha sottolineato l'importanza di un impegno concreto per le donne, esprimendo forte critica verso il decreto legge che punta a rivedere l'educazione sessuale e affettiva nelle scuole, un provvedimento che, a suo giudizio, è stato preso "sul personale" e che va nella direzione opposta a quella necessaria, considerando tale educazione un fondamento irrinunciabile.

Il racconto inedito dell'ex nuotatore

Nel corso della lunga intervista, Magnini ha dunque offerto una versione dei fatti inedita, dipingendo un quadro in cui la sua figura è stata strumentalizzata. La decisione di registrare gli incontri con gli inquirenti, un dettaglio che emerge con forza, è stata presentata come una mossa calcolata per tutelarsi in un procedimento che percepiva come distorto fin dalle prime battute. Se da un lato il Tribunale Arbitrale dello Sport gli ha infine dato ragione, cancellando le sentenze del TNA e la sanzione disciplinare, il suo racconto va oltre la mera assoluzione e delinea, secondo la sua prospettiva, una strategia investigativa che lo avrebbe individuato come un capro espiatorio di comodo, sacrificabile per proteggere nomi più ingombranti del panorama sportivo.

Impegni sociali e percorsi diversi

Mentre Magnini affronta pubblicamente i fantasmi di un passato giudiziario, Federica Pellegrini concentra le proprie energie su un fronte sociale di grande attualità. Il suo ingresso nella Fondazione intitolata a Giulia Cecchettin segna un passaggio significativo, allineando la sua immagine pubblica a battaglie per i diritti delle donne e per una educazione che lei stessa definisce fondamentale. Le sue parole, nette sulla questione del decreto governativo, evidenziano una posizione chiara e un impegno che trascende la sfera sportiva, proponendosi in un dibattito civile che tocca temi sensibili e urgenti per la società contemporanea.

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