Addio a Patrick Muldoon, il “cattivo” di “Melrose Place” stroncato da un infarto a 57 anni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notizia, diffusasi rapidamente nelle scorse ore, ha scosso il mondo dello spettacolo statunitense e non solo: Patrick Muldoon, attore e produttore californiano noto per il suo ruolo da antagonista in “Melrose Place” e per la sua interpretazione nel cult di fantascienza “Starship Troopers – Fanteria dello spazio”, è morto improvvisamente all’età di 57 anni. A darne l’annuncio, come riportato da fonti vicine alla famiglia, sono state prima la sua manager e successivamente la sorella, Shana Muldoon-Zappa, le quali hanno confermato che il decesso, avvenuto domenica 19 aprile presso la sua abitazione di Beverly Hills, sarebbe stato causato da un fatale attacco cardiaco. L’attore, che proprio quella mattina aveva condiviso un caffè con la sua compagna, Miriam Rothbart, si era allontanato per fare una doccia; è stato proprio il ritardo nel suo rientro a insospettire la donna, la quale purtroppo lo ha ritrovato privo di sensi sul pavimento del bagno, senza che i successivi tentativi di rianimazione da parte dei paramedici potessero essergli d’aiuto.

Dai campi di football ai set televisivi, il volto di Austin Reed

Nato a San Pedro, in California, Muldoon non era soltanto un volto noto al grande pubblico, ma anche un ex atleta universitario: durante gli anni trascorsi alla University of Southern California (USC), infatti, indossava la maglia dei Trojans giocando a football, prima di scoprire la propria vera vocazione artistica. Fu proprio in quel contesto accademico che mosse i primi passi nel mondo della recitazione, collezionando piccole apparizioni in serie come “Who’s the Boss?” e “Saved by the Bell”, per poi raggiungere la popolarità nei primi anni Novanta interpretando il bel pugile Austin Reed nella celebre soap opera “Il tempo della nostra vita” (“Days of Our Lives”). Un ruolo, quello del ragazzo dal cuore d’oro conteso tra le sorelle Carrie e Sami Brady, che lo rese un idolo delle teenager dell’epoca e che gli aprì le porte di produzioni ben più ambiziose.

L’antipatico Richard Hart e il cult di Verhoeven

Se con “Days of Our Lives” si era guadagnato le simpatie del pubblico, fu il passaggio alla prima serata con “Melrose Place” a consegnarlo alla storia della tv. Nelle vesti di Richard Hart, un perfido stilista dal fascino ambiguo e dal sorriso tagliente, Muldoon divenne un autentico incubo per i coinquilini del famoso complesso, dimostrando una versatilità che pochi gli avevano riconosciuto fino a quel momento. Contestualmente, raggiunse le masse anche sul grande schermo: Paul Verhoeven, regista olandese noto per la sua vena dissacrante, lo volle nel cast del kolossal fantascientifico “Starship Troopers” per interpretare Zander Barcalow, il belloccio rivale del protagonista Johnny Rico. Una pellicola, quella del ’97, che all’epoca divise la critica ma che con gli anni è stata rivalutata fino a diventare un vero e proprio oggetto di culto, e nella quale il suo personaggio – sebbene non arrivasse ai titoli di coda – regalava una delle scene più iconiche legate al famigerato “bacio della morte” tra umani e alieni.

L’addio improvviso a una rockstar gentile

Al di là dei riflettori, la figura di Patrick Muldoon viene descritta da chi gli era vicino come quella di un artista a tutto tondo, animato da un’energia irrefrenabile che definire “rock” è quasi riduttivo. Chitarra alla mano e animo da poeta, era il frontman della band The Sleeping Masses, e chi lo conosceva lo ricorda come un uomo dalla rara generosità umana, capace – stando a un toccante tributo pubblicato nelle ultime ore – di regalare abbracci indimenticabili e di far sentire gli altri “al sicuro e visti”. Se da un lato la sua scomparsa getta nello sconforto familiari, amici e colleghi, dall’altro il suo lascito artistico prosegue idealmente con l’imminente uscita del film “Dirty Hands” (un thriller criminale la cui distribuzione è prevista entro l’anno) e con la sua attività di produttore esecutivo, che lo aveva visto coinvolto in produzioni recenti come “The Card Counter” e l’atteso “Kockroach” con Chris Hemsworth. Oltre alla compagna, lascia i genitori, la sorella Shana (sposata con Ahmet Zappa, figlio del celebre musicista Frank Zappa) e i suoi due nipoti.

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