Terzo mandato per i governatori, la Lega non sfonda: l’emendamento viene bocciato in Senato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha respinto questa mattina l’emendamento proposto dalla Lega per consentire un terzo mandato consecutivo ai presidenti di Regione. Con 15 voti contrari, 5 favorevoli e due astenuti – il presidente della commissione Alberto Balboni e Domenico Matera, entrambi di Fratelli d’Italia – si chiude definitivamente una questione che aveva diviso la maggioranza e riacceso il dibattito sui limiti al potere regionale.

L’emendamento, inserito nel disegno di legge sull’adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali, rappresentava il quinto tentativo leghista di superare il divieto attuale. A sostenere la proposta, oltre ai tre voti del Carroccio, quelli di Italia Viva e del rappresentante delle Autonomie. Forza Italia, invece, ha mantenuto una linea netta, schierandosi contro. «La nostra posizione è chiara», aveva anticipato un esponente azzurro prima del voto, confermando l’intenzione di bloccare la modifica.

La vicenda affonda le radici nel novembre 2024, quando la Campania approvò una legge regionale per permettere la rielezione del governatore in carica, salvo poi vederla dichiarata incostituzionale. Da allora, la Lega ha provato più volte a portare la questione in Parlamento, senza mai trovare una sponda sufficiente. «Con amarezza constatiamo che anche stavolta non c’è stata convergenza», ha commentato un senatore del partito, sottolineando come l’ipotesi di un accordo preliminare si sia infranta contro i numeri della commissione.

Il governo, che aveva scelto di non prendere posizione ufficiale, rimettendosi al lavoro dei senatori, evita così un potenziale scontro interno. Ma il nodo politico resta: mentre alcuni governatori – soprattutto quelli leghisti – spingevano per allargare i termini della rieleggibilità, altri, incluso il centrodestra più moderato, hanno preferito mantenere lo status quo, temendo un eccessivo accentramento di potere.

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