Black Friday, tra affari e tranelli: come orientarsi nella giungla degli sconti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’attesa per il prossimo 28 novembre, data ormai canonica del Black Friday, sta già generando un fermento commerciale che, come ogni anno, promette offerte imperdibili ma nasconde, dietro la cortina degli sconti clamorosi, delle insidie su cui è bene tenere gli occhi aperti. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che proprio all’inizio di novembre ha inflitto una sanzione da trecentomila euro a un’azienda del settore dell’abbigliamento per aver proposto come “pre-scontati” articoli che in realtà non erano mai stati venduti a prezzo pieno, ha di fatto dato un primo, significativo segnale contro quelle pratiche commerciali ingannevoli che tendono a proliferare in questo periodo.

L'allerta dell'Antitrust e il caso delle promozioni fasulle

L’intervento dell’Antitrust, per quanto circoscritto a un singolo episodio, funge da monito per tutti gli operatori e, al contempo, da avvertimento per i consumatori, i quali si trovano a navigare in un mare di proposte dove non sempre è facile distinguere l’affare vero dalla semplice operazione di marketing. La multa comminata all’azienda Man Project, accusata di aver artificiosamente creato un prezzo di riferimento fittizio per i suoi capi, delinea una strategia purtroppo non isolata, che sfrutta la psicologia dell’urgenza e della convenienza per attirare l’attenzione. È proprio in questo contesto, caratterizzato da un giro d’affari online che si prevede superiore ai due miliardi di euro, che il fenomeno dei falsi sconti trova il suo terreno più fertile, spingendo molti a riflettere sull’effettiva convenienza di certe promozioni.

Le abitudini d'acquisto e i rischi del phishing

Una recente indagine rivela che una larga fetta della popolazione, circa l’ottantadue per cento, si dichiara particolarmente vigile rispetto alle variazioni di prezzo e alle offerte promozionali, un dato che colloca gli italiani tra i consumatori europei più attenti. Questa accortezza, se da un lato è un elemento positivo, dall’altro non basta a mettere completamente al riparo dai pericoli più subdoli, come il phishing e le truffe informatiche. I criminali, approfittando del picco di transazioni e della fretta che spesso accompagna gli acquisti, perfezionano messaggi e siti web contraffatti, imitando alla perfezione i portali dei marchi più noti per sottrarre dati personali e finanziari. Amazon, che rimane il principale punto di riferimento per oltre il sessanta per cento degli italiani, insieme a Google e ai siti ufficiali dei brand, diventa così non solo una piazza virtuale privilegiata ma anche un obiettivo privilegiato per le attività fraudolente.

L'evoluzione del mercato e il ruolo dell'intelligenza artificiale

Il panorama dello shopping online sta però cambiando, e la vera novità non risiede tanto nella crescita quantitativa – con un canale di affiliazione che da solo genererà circa cinquantotto milioni di euro – quanto in un mutamento qualitativo dell’esperienza d’acquisto. Si registra, infatti, una tendenza verso una minore dispersione e una maggiore intenzione d’acquisto, un segnale che i consumatori sono diventati più selettivi. In questo processo, l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale, contribuendo a personalizzare le ricerche e a ottimizzare le campagne pubblicitarie, il che, se da una parte può rendere la navigazione più efficiente, dall’altra richiede una rinnovata consapevolezza su come i propri dati vengono utilizzati per influenzare le scelte.

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