Cobolli e Darderi scrivono un’altra pagina storica per il tennis italiano
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Redazione Sport
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Una domenica che resterà negli annali, quella appena trascorsa, per il movimento tennistico italiano. Per la prima volta dal 2018, quando Marco Cecchinato e Fabio Fognini trionfarono rispettivamente a Umago e Båstad, due azzurri hanno sollevato altrettanti trofei Atp nello stesso giorno. Un risultato che non solo conferma la crescita di un settore ormai tra i più competitivi al mondo, ma che regala al paese il 100° e 101° titolo in singolare nel circuito maggiore. Protagonisti di questa doppia impresa, Flavio Cobolli e Luciano Darderi, entrambi capaci di trasformare in successo finale settimane di lavoro e sacrifici.
A Bucarest, Cobolli, romano di adozione e numero 45 del ranking, ha superato senza esitazioni l’argentino Sebastián Báez, testa di serie numero uno e 36° atpista del mondo. Dominio netto, quello dell’italiano, che ha costruito la vittoria sfruttando un primo servizio efficace – il 74% dei punti vinti quando la palla è entrata in campo – e una grinta mai sopita, nonostante un momentaneo calo sul 5-2 nel set decisivo. "Mi sono un po’ c sotto, ma ho reaguto con coraggio", ha ammesso in tono schietto al microfono di Sky Sport, senza nascondere l’emozione per un traguardo che arriva dopo mesi complicati. "Sono felice e orgoglioso. Spero solo di continuare così", ha aggiunto, già con lo sguardo rivolto a Monte-Carlo.
A Marrakech, intanto, Luciano Darderi, reduce da una stagione di costante ascesa, ha completato l’opera con un’altra prestazione di rilievo. Classe 2002, il tennista italo-argentino ha dimostrato una maturità superiore alla sua età, confermandosi tra le rivelazioni dell’anno. Se Cobolli ha portato l’Italia al traguardo simbolico dei 100 titoli, Darderi ha subito oltrepassato quel limite, aggiungendo un ulteriore tassello a un mosaico che, numeri alla mano, non ha eguali nel panorama attuale.




