Incendio ad Agrigento, le fiamme distruggono ettari di macchia mediterranea
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Redazione Interno
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L’incendio ad Agrigento ha distrutto diversi ettari di macchia mediterranea nell’area del Parco dell’Addolorata, dove le fiamme sono divampate durante la notte rendendo necessario l’intervento di più squadre dei vigili del fuoco e del personale della forestale. Per fronteggiare il rogo sono stati impiegati anche mezzi aerei, con elicotteri e canadair decollati per supportare le operazioni di spegnimento. Al momento, secondo le informazioni disponibili, non risultano rischi per le abitazioni presenti nella zona interessata dall’incendio.
Il rogo nell’Agrigentino e l’intervento dei soccorsi
Il vasto incendio che ha colpito l’area del Parco dell’Addolorata si inserisce in un quadro di emergenza legato agli incendi e al caldo intenso che stanno interessando diverse zone della Sicilia. Le squadre impegnate sul territorio hanno lavorato per contenere le fiamme e limitare i danni alla vegetazione, mentre l’intervento dei mezzi aerei ha accompagnato le attività condotte da terra. La situazione ha richiesto un’importante mobilitazione di uomini e risorse, con l’obiettivo di controllare un fronte di fuoco che ha interessato una vasta superficie di macchia mediterranea.
Gli incendi hanno coinvolto anche altre aree dell’isola, con particolare attenzione nella zona della valle del Belice e dei monti Sicani. A Santo Stefano Quisquina, nell’Agrigentino, un altro vasto rogo ha raggiunto il centro abitato e ha portato allo sgombero precauzionale di oltre cento persone. Per consentire le operazioni e garantire la sicurezza è stato inoltre chiuso, in entrambe le direzioni, un tratto della statale 118 Corleonese Agrigentina.
Fiamme vicino alle abitazioni e allarme per il territorio siciliano
A Santo Stefano Quisquina il vento di scirocco ha favorito l’avanzata delle fiamme fino alle porte delle abitazioni, creando una situazione definita drammatica e spingendo numerosi cittadini ad abbandonare temporaneamente le proprie case. I canadair sono entrati in azione anche nelle aree vicine al Teatro Andromeda e all’Eremo di Santa Rosalia, mentre il fuoco ha minacciato una clinica, un deposito di ossigeno e una fabbrica di fuochi d’artificio. Gli interventi sono stati concentrati sulla protezione delle strutture e sulla riduzione dei rischi nelle zone coinvolte.
L’emergenza incendi si collega anche alle conseguenze del caldo intenso che sta colpendo la Sicilia. Il presidente regionale di Confagricoltura, Rosario Marchese Ragona, ha lanciato l’allarme sulla situazione dell’agricoltura siciliana, descrivendo un quadro segnato dalle difficoltà provocate da temperature elevate e incendi. Secondo quanto riportato, l’isola rischia anche la desertificazione e sarebbe necessario tornare a piantare alberi per contrastare l’aumento costante delle temperature.
Agricoltura in difficoltà tra caldo record e incendi
Secondo l’allarme espresso da Confagricoltura, diverse coltivazioni tradizionali stanno affrontando una fase di sofferenza. Tra quelle indicate figurano l’uva da tavola, l’uva da mosto e le albicocche, produzioni che risentono delle condizioni ambientali difficili. Il caldo record e gli incendi stanno quindi interessando non soltanto le aree naturali, ma anche i territori agricoli dell’isola, con effetti segnalati sulle coltivazioni.
La presenza di numerosi roghi in Sicilia ha portato a interventi di emergenza in più zone, con abitazioni evacuate, strade chiuse e mezzi di soccorso impegnati nelle attività di contenimento. Ad Agrigento il fuoco ha colpito la macchia mediterranea del Parco dell’Addolorata, mentre nell’Agrigentino la situazione ha richiesto l’impiego coordinato di vigili del fuoco, forestale e mezzi aerei per affrontare l’estensione delle fiamme.




