Isabella Ferrari a Cannes 2026, quando l’eleganza over 62 mette in ombra i blockbuster

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il red carpet del Festival di Cannes 2026, nonostante un’edizione che molti addetti ai lavori hanno definito più intima e certamente priva delle consuete schiere di superproduzioni hollywoodiane, ha regalato comunque momenti di altissima moda. E se i riflettori sulla Croisette si sono accesi su pellicole come La bola negra e il visionario Roma Elastica di Bertrand Mandico, è stato spesso il fuori schermo a dettare il ritmo dell’evento, in particolare quando si è parlato di stile. A tenere alto il livello del glamour, va detto, non sono state le nuove leve bensì un manipolo di attrici navigatissime, tutte rigorosamente over 50, con una di loro, Isabella Ferrari, capace di conquistarsi il Titolo (più o meno ufficiale) di regina della passerella.

Nella serata di giovedì 21 maggio, in occasione della première del film con protagonista Penélope Cruz, l’attrice italiana ha catalizzato l’attenzione sfoggiando un abito custom firmato Saint Laurent, opera del direttore creativo Anthony Vaccarello. Questo non era un semplice vestito nero, bensì una lezione di geometria sartoriale: il drappeggio incrociato sul busto, hanno notato gli osservatori, reinterpretava il concetto classico del cape dress, mescolando la regalità del mantello a un audace gioco di cut-out che ricordava la couture dei primi anni Duemila. Il risultato, fluido ma rigoroso, è stato impreziosito da una scelta precisa di gioielli Pomellato, dove gli orecchini pendenti in oro rosa e i diamanti hanno incorniciato un volto reso luminoso da un trucco studiato nei minimi dettagli.

Due serate, due anime: il rigore della paillettes e la sensualità dello spacco

Se quello visto giovedì era un inno all’eleganza strutturata, la notte precedente Isabella Ferrari aveva già lasciato il segno con un’interpretazione diametralmente opposta ma altrettanto riuscita del total look. Per la presentazione di Roma Elastica – pellicola in cui l’attrice interpreta una diva del cinema italiano e che è stata proiettata nella sezione ‘Midnight Screening’ – Ferrari ha scelto ancora una volta Vaccarello, puntando però su un abito lungo ricoperto da una fitta cascata di micro-paillettes. Questo secondo modello giocava tutto sul contrasto tra un’austerità quasi monacale nella parte superiore – grazie a un’accollatura a girocollo e alle maniche lunghe – e un’apertura laterale profonda e improvvisa che introduceva una carica di sensualità priva di volgarità. La stylist Ramona Tabita ha spiegato che l’obiettivo era quello di costruire “un’eleganza essenziale, quasi cinematografica”, lasciando che fosse la silhouette e la presenza scenica dell’attrice a definire l’immagine, con il make-up concentrato su un intenso smokey eye mentre i capelli biondi venivano lasciati sciolti con un effetto ‘wet look’ per alleggerire la tensione formale del red carpet.

Oltre il red carpet: il camoscio, il bermuda e un tailleur ‘sceso’

La forza comunicativa del guardaroba di Isabella Ferrari a Cannes, però, non si è esaurita sui gradini del Palais des Festivals. Anzi, è stato proprio negli scatti rubati tra un photocall e l’altro, o nelle uscite diurne lungo la Croisette, che l’attrice ha dimostrato una versatilità rarissima per una donna della sua età, confermando che lo stile non ha scadenza. Abbinando una gonna a portafoglio in morbido camoscio a una camicia a righe con ruches, oppure osando i bermuda in pelle accostati a una camicia lavallière, Ferrari ha proposto un’estetica matura ma lontana anni luce dalla noia. In un’altra occasione, per una cena, ha rivisitato il tailleur gessato firmato Gucci: il blazer, indossato in modo da scivolare strategicamente sulla spalla, lasciava intravedere una canotta di seta profilata di pizzo, trasformando un capo tipicamente formale in un’armatura sofisticata e al tempo stesso seduttiva.

Il dominio delle over 50 e il ruolo di L’Oréal

Isabella Ferrari, va ricordato, era presente in Costa Azzurra non solo in veste di attrice ma anche come global ambassador di L’Oréal Paris, un ruolo che l’ha portata a presenziare come ospite d’onore alla première del film di Cruz. La sua performance stilistica si inserisce in un fenomeno più ampio osservato durante questa edizione del festival: il trionfo delle attrici over 50. Da Julianne Moore a Cate Blanchett – quest’ultima fotografata con un abito che lasciava intravedere la schiena totalmente scoperta da ricami di petali, quasi un’opera d’arte – fino a Isabelle Huppert e Jane Fonda, la manifestazione francese ha rispedito al mittente l’idea che l’età possa rappresentare un limite per l’alta moda. Se da un lato le nuove generazioni, come Bella Hadid, puntavano su sculture couture come l’abito firmato Schiaparelli ispirato a Jane Birkin, sono state le veterane a offrire le lezioni più raffinate su come interpretare le tendenze senza mai inseguirle, suggerendo una primavera fatta di tessuti preziosi e sensualità rigorosa.

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