Sinner e Alcaraz si fermano: ora Jannik punta tutto sugli Slam
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Sinner e Alcaraz devono fare i conti con il logorio di un tennis frenetico che adesso presenta il conto ai due giocatori capaci di dominare gli ultimi anni: il ginocchio di Jannik e il polso di Carlos impongono cautela proprio mentre la stagione si avvicina agli Us Open. La loro battaglia è cominciata il 2 aprile 2019, con il primo confronto al Challenger di Alicante, e da allora i due si sono ritrovati a essere uno il riferimento dell'altro. Una rivalità capace di stimolarli e spingerli, ma accompagnata ora dalla necessità di gestire il fisico. Il Masters 1000 di Cincinnati scatta giovedì senza i migliori e, per Sinner, la rinuncia assume soprattutto il significato di una scelta orientata a proteggere il prosieguo della stagione e della carriera.
Sinner rinuncia a Cincinnati e guarda agli Us Open
Paolo Bertolucci, in un editoriale per La Gazzetta dello Sport, interpreta lo stop di Jannik Sinner a Cincinnati come una decisione ponderata e non come un campanello d'allarme sul futuro prossimo del numero uno al mondo. Il punto centrale è evitare di forzare i tempi quando la fretta di rientrare può incidere sul resto della stagione o persino sulla carriera. L'obiettivo indicato è arrivare nelle migliori condizioni possibili all'ultimo Major dell'anno, trasformando quindi la rinuncia al Masters 1000 in una gestione delle energie e del recupero. Per Sinner la prospettiva degli Us Open diventa così centrale, mentre il ginocchio resta l'elemento che impone prudenza nella scelta dei tempi del ritorno in campo.
Il percorso dell'azzurro verso New York porta con sé anche un dato senza precedenti. Se Sinner dovesse vincere gli Us Open, riuscirebbe infatti ad aggiudicarsi l'ultimo Slam della stagione senza aver disputato i due Masters 1000 precedenti, Montreal e Cincinnati, qualcosa che finora non è mai accaduto. Il rilievo è stato evidenziato da Marco Bo sulle colonne di Tuttosport e rende particolare lo stop and go negli Stati Uniti: da una parte l'assenza nei tornei di preparazione, dall'altra la possibilità di presentarsi direttamente alla prova più importante. La scelta di fermarsi si inserisce quindi in una stagione nella quale il peso degli Slam assume un ruolo ancora più marcato nella gestione di Sinner.
Gli infortuni di Sinner e Alcaraz cambiano lo scenario
La situazione riguarda anche Carlos Alcaraz, alle prese con i problemi al polso e con un rientro indicato come più complicato rispetto a quello di Sinner. I due sono stati i sovrani incontrastati del 2024 e del 2025, stagioni nelle quali si sono spartiti quattro Major a testa, ma ora arrivano verso gli Us Open accompagnati dai dubbi legati alle rispettive condizioni fisiche. Il ritorno dovrebbe coincidere con lo Slam di New York, anche se per lo spagnolo il percorso viene descritto come particolarmente delicato. Gli infortuni aprono così uno scenario che non si verificava dal 2014, quando Wawrinka vinse in Australia, Nadal a Parigi, Djokovic a Wimbledon e Cilic a New York, producendo una stagione con quattro diversi campioni Slam.
Dodici anni dopo, la possibilità di avere nuovamente quattro vincitori differenti nei Major non sarebbe necessariamente il risultato di una rivoluzione tecnica, ma potrebbe essere legata proprio agli stop che stanno condizionando Sinner e Alcaraz. Il peso della loro assenza emerge anche guardando ciò che è accaduto a Montreal, dove per la prima volta dall'introduzione dei Masters 1000 nel 1990 tutti i giocatori arrivati ai quarti sono nati dopo il 2000. Il gruppo comprende Tien, 20 anni, Merida, 21, Mensik, 20, Shelton, 23, Darderi, 24, Nakashima, 25 e il più anziano tra gli otto, Fils, 22, e Jodar, 19. Una fotografia generazionale resa ancora più evidente dall'assenza dei due grandi riferimenti.
Da Montreal emerge una generazione tutta nata dopo il 2000
Il tabellone di Montreal mostra quindi cosa può accadere quando Sinner e Alcaraz non occupano il centro della scena: otto giocatori nati dopo il 2000 sono riusciti a raggiungere contemporaneamente i quarti di finale di un Masters 1000, un evento mai registrato dall'introduzione della categoria. Nakashima, a 25 anni, è risultato addirittura il più anziano del gruppo, mentre Jodar, a 19, il più giovane. Il dato accompagna una fase nella quale i due dominatori delle ultime stagioni sono costretti a modificare programmi e priorità per le condizioni fisiche. Per Sinner la rinuncia a Cincinnati porta direttamente l'attenzione sugli Us Open, mentre per Alcaraz resta il nodo di un recupero dal problema al polso descritto come più complicato.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
