Lotta alla mafia: la comunità ricorda Vincenzo Agostino
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Redazione Interno
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Vincenzo Agostino, uno dei simboli della lotta alla mafia, è recentemente scomparso. Fino all'ultimo, Agostino ha chiesto giustizia per la morte del figlio Nino, un agente di polizia assassinato dalla mafia insieme alla moglie incinta, Ida Castelluccio, l'8 agosto del 1989.
Un ricordo affettuoso
Due anni fa, Vincenzo Agostino era stato ospite dell'Istituto De Castro di Oristano, diretto da Pino Tilocca. Oggi, il dirigente ricorda con parole d'affetto Vincenzo, che per aspetto e tenacia era l'esponente più forte dell'antimafia in Italia. Tilocca lo ricorda come "incrollabile nelle sedi di giustizia".
Un simbolo delle vittime di Cosa Nostra
Vincenzo Agostino è morto all'età di 87 anni, diventando un simbolo delle vittime di Cosa Nostra. Il 5 agosto del 1989, i killer mafiosi uccisero a Villagrazia di Carini il figlio Nino, agente di polizia, la nuora Ida Castelluccio e il bimbo che portava in grembo.
La determinazione di Vincenzo Agostino
Don Ciotti ricorda Vincenzo Agostino come un uomo determinato nel cercare la verità. La sua barba lunga, cresciuta in attesa di giustizia, era il suo tratto distintivo, che lo faceva riconoscere in mezzo alla folla nelle manifestazioni e negli incontri pubblici. Quella barba è oggi il segno della costanza di Vincenzo, della sua determinazione nel cercare verità e giustizia per suo figlio, sua nuora e il loro bambino mai nato.




