Napoli a un passo dallo scudetto: migliaia all’aeroporto per Conte e la squadra

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Novanta minuti al cardiopalma, quelli vissuti nella serata di ieri, e l’accoglienza riservata al Napoli al rientro da Parma non poteva che essere trionfale. Nonostante lo 0-0 contro i gialloblù, ottenuto in un finale concitato e ricco di emozioni, il contemporaneo pareggio tra Inter e Lazio ha lasciato gli azzurri saldamente in vetta alla classifica, a una sola giornata dalla fine del campionato. Un risultato che, se confermato domenica contro il Cagliari, consegnerebbe a Antonio Conte e alla sua squadra il terzo scudetto della storia partenopea.

All’aeroporto di Capodichino, migliaia di tifosi hanno accolto la squadra tra cori, bandiere e fumogeni, trasformando l’arrivo in una festa già anticipata. Un’ondata d’affetto che, al di là del risultato sul campo, dimostra quanto il legame tra la città e la squadra sia rimasto forte nonostante le difficoltà della stagione. Tra le immagini più suggestive, quelle dei giocatori che, sorpresi dall’entusiasmo popolare, hanno salutato la folla con gesti di riconoscenza, mentre Conte – solitamente schivo nelle celebrazioni – ha ammesso di essere stato «toccato» dall’accoglienza.

Non sono mancate, tuttavia, le polemiche legate alla trasferta emiliana. Alcuni residenti della zona dello stadio Tardini hanno protestato per lo stato in cui è stata lasciata l’area riservata ai tifosi napoletani, inviando video che mostrano cumuli di rifiuti, bottiglie rotte e frammenti di vetro. «Discarica a cielo aperto», hanno denunciato, sollevando questioni non solo di ordine pubblico ma anche di decoro. La vicenda, per quanto marginale rispetto alla festa per lo scudetto, riapre il dibattito sul comportamento di alcune frange del tifo organizzato, spesso al centro di critiche per episodi simili.

Intanto, l’attenzione si sposta già sulla finale di domenica, quando il Napoli – che potrebbe laurearsi campione con un turno d’anticipo – affronterà il Cagliari al Maradona. Un match che, seppur senza storia in termini di classifica per i sardi, rappresenta l’ultimo ostacolo verso un trionfo che manca da oltre trent’anni. E se i giocatori hanno evitato di parlare di «festeggiamenti anticipati», l’euforia in città è ormai palpabile, con i primi preparativi già visibili tra le strade del centro.

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