Carburanti, la Guardia di finanza smantella le frodi: 265 denunciati e 20 milioni di chili sequestrati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Guardia di finanza ha stretto il cerchio sul fronte dei carburanti, mettendo a segno un'operazione di controllo senza precedenti lungo l'intera filiera energetica. Tra il primo marzo e il 31 luglio 2026, i reparti del Corpo hanno condotto circa 4.800 interventi in tutta Italia, un'attività che ha portato alla denuncia di 265 persone e al sequestro di oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici.

L'intensificazione dei controlli, condotta in collaborazione con il Garante per la Sorveglianza Prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, arriva in un momento di forti tensioni sui mercati internazionali, con i prezzi alla pompa che tornano a gravare pesantemente sulle tasche degli automobilisti.

Caccia ai "designer fuels" e alle false identità fiscali

Uno dei fronti più caldi dell'inchiesta riguarda il fenomeno dei cosiddetti "designer fuels", prodotti petroliferi presentati con denominazioni fittizie per eludere il pagamento delle accise. Le indagini hanno svelato un duplice sistema di frode che operava tra Catania e Roma, dove ingenti quantitativi di gasolio per autotrazione venivano dichiarati fraudolentemente come "liquido bio anticorrosivo", mentre il gasolio agricolo agevolato veniva dirottato verso impieghi soggetti a una tassazione maggiore.

In questa operazione, i Nuclei di polizia economico-finanziaria hanno eseguito cinque misure cautelari personali e sequestrato circa 120.000 chilogrammi di prodotto.

Un altro sistema, scoperto tra Udine e Verona, ha intercettato due tank container provenienti dall'Est Europa contenenti 64.000 litri di gasolio dichiarato come "olio lubrificante". Un'ulteriore operazione condotta in Friuli ha portato al sequestro di oltre 427.000 litri di idrocarburi, con un'evasione tra Iva e accise stimata in 1,6 milioni di euro.

Il caso di Vado Ligure: il furto durante il carico

Tra i casi più emblematici emersi nell'ambito di questa campagna di controlli, spicca l'indagine del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Savona che ha ricostruito un collaudato meccanismo criminale all'interno del deposito fiscale di Vado Ligure. Alcuni autotrasportatori, durante le operazioni di carico regolarmente autorizzate, asportavano illecitamente carburante manipolando le manichette e utilizzando by-pass meccanici.

Il prodotto sottratto veniva poi caricato sulle autocisterne, trasportato fuori dal deposito e rivenduto a prezzi inferiori a quelli di mercato.

Le perquisizioni si sono concluse con il sequestro di oltre 3.700 litri di carburante e la segnalazione all'autorità giudiziaria di 17 persone: 15 per l'illecita sottrazione di prodotti petroliferi e 2 per ricettazione, avendo acquistato il carburante rubato. Questo episodio, come hanno sottolineato le Fiamme Gialle, non è isolato ma si inserisce in un quadro più ampio di illegalità diffusa che interessa l'intera penisola.

Presidio dei prezzi e trasparenza alla pompa

Oltre al contrasto alle frodi fiscali, l'operazione della Guardia di finanza si è concentrata sulla verifica della corretta applicazione dei prezzi al pubblico. In questo ambito, sono stati eseguiti 3.428 interventi presso gli impianti di distribuzione stradale, con l'accertamento di 2.279 violazioni contestate a 937 gestori. Le irregolarità più frequenti riguardano la mancata esposizione dei prezzi e la difformità tra i valori comunicati e quelli effettivamente praticati alla pompa.

Parallelamente, il Corpo ha rafforzato il controllo lungo l'intera catena di approvvigionamento, sottoponendo a verifica oltre 400 depositi fiscali e commerciali. Queste attività si inseriscono nel quadro delle misure introdotte dal decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, convertito dalla legge 13 maggio 2026, n. 79, finalizzate a garantire maggiore stabilità e trasparenza del mercato energetico.

Una rete di illegalità diffusa sul territorio

I controlli hanno portato alla luce un campionario articolato di truffe che spaziano dalle false aziende agricole che ottenevano carburante agevolato per poi rivenderlo illegalmente, fino a distributori clandestini. A Orta Nova, i finanzieri hanno scoperto un'area utilizzata come distributore abusivo nei pressi di un supermercato, mentre ad Acerra è stato sequestrato un deposito clandestino con oltre 80.000 litri di "designer fuel" pronto per essere immesso sul mercato.

In Puglia e Calabria, le indagini hanno svelato associazioni a delinquere che creavano fittizie aziende agricole per ottenere enormi quote di carburante agevolato, destinato poi ad autotrasportatori. L'operazione del Nucleo PEF di Catanzaro ha portato a 29 denunciati e sequestri per 8 milioni di euro.

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