Veleno per topi negli omogeneizzati HiPP, un arresto in Austria per tentata estorsione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Due settimane dopo il primo allarme, le autorità austriache hanno messo le manette a un uomo di 39 anni, accusato di aver cosparso di topicida alcuni vasetti di omogeneizzati per bambini. Il prodotto, riconducibile alla nota azienda tedesca HiPP, era finito sugli scaffali di diversi supermercati, in quella che – secondo la ricostruzione investigativa – si configurerebbe come una complessa operazione estorsiva ai danni della stessa azienda produttrice.

La dinamica del ritiro e i ritrovamenti in tre Paesi

L’intera vicenda ha preso quando i laboratori austriaci hanno rilevato tracce di veleno per topi in alcuni vasetti, prontamente isolati. Nei giorni successivi, ne sono stati recuperati cinque, distribuiti tra Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia; un ritrovamento frammentato che ha suggerito agli inquirenti una mano unica, capace di operare oltre i confini nazionali. La HiPP, dal canto suo, ha disposto il ritiro immediato del lotto incriminato dal mercato austriaco, cercando di limitare i rischi per i consumatori, anche se la minaccia, a conti fatti, sembrava essersi già materializzata in più punti vendita.

Il profilo dell’indagato e le accuse contestate

L’arresto, avvenuto il 2 maggio nello stato del Burgenland, a sud di Vienna, ha portato in manette un trentanovenne di cui non è stata diffusa l’identità; un riserbo, quello della polizia, che si estende anche al luogo preciso del fermo. Le accuse, formalmente pesanti, includono la messa in pericolo della pubblica sicurezza e il tentato omicidio aggravato, circostanza quest’ultima che lascia intendere come la contaminazione non fosse considerata – agli occhi della legge – un semplice gesto vandalico, bensì una minaccia deliberata all’incolumità di ignari consumatori, tra cui molti neonati.

La presunta matrice estorsiva e le indagini in corso

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa APA, che cita fonti della polizia regionale del Burgenland, il movente andrebbe ricercato in un tentativo di estorsione ai danni della HiPP: l’uomo avrebbe agito per ottenere denaro dall’azienda, sfruttando il potenziale allarme sociale generato da alimenti avvelenati. Delle cinque confezioni manomesse, alcune sono state recuperate in tempo, ma il solo fatto che fossero già in vendita ha imposto un’indagine rapida e capillare, condotta in coordinamento tra i corpi di polizia austriaci, cechi e slovacchi.

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