Papa Francesco, il video inedito ai giovani prima del ricovero: «Ascoltare è fondamentale per la pace»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «Una cosa importante nella vita è l’ascolto». Con queste parole, pronunciate con quella cadenza pacata che lo ha sempre caratterizzato, Papa Francesco si rivolgeva ai giovani in un video registrato l’8 gennaio scorso a Casa Santa Marta, poco prima del ricovero al Policlinico Gemelli che lo avrebbe tenuto lontano dal Vaticano per quasi quaranta giorni. Il filmato, diffuso dal settimanale Oggi e ripreso da Vatican News, mostra il Pontefice mentre esorta i ragazzi a coltivare un’arte spesso trascurata: quella di saper ascoltare.

«Quando una persona ti parla, aspettare che finisca per capirla bene e, poi, se me la sento, dire qualcosa», afferma Bergoglio, sottolineando come la fretta di rispondere, senza aver compreso fino in fondo l’altro, sia un ostacolo alla costruzione della pace. Un messaggio che, sebbene semplice nella forma, racchiude una profondità di significato non scontata, soprattutto in un’epoca dominata dalla rapidità delle comunicazioni e dalla tentazione del monologo. Il video era destinato ai partecipanti dei Laboratori dell’ascolto, progetto ideato da Luca Drusian per avvicinare giovani e adulti al dialogo autentico, permettendo loro di sperimentare «la bellezza di essere ascoltati, di ascoltarsi e di ascoltare».

Tra le frasi più significative, spicca l’invito a non dimenticare i nonni, «che ci insegnano tanto». Un riferimento non casuale, considerando quanto Bergoglio abbia sempre valorizzato il legame tra generazioni, visto come antidoto all’individualismo e alla frammentazione sociale. Il filmato, rimasto inedito fino a oggi, riemerge in un momento particolarmente simbolico: a pochi giorni dai funerali del Papa e nella stessa giornata in cui si chiude il Giubileo degli Adolescenti, iniziativa che ha coinvolto migliaia di ragazzi provenienti da tutto il mondo.

Quello che colpisce, riascoltando le sue parole, è la disarmante immediatezza con cui Francesco riesce a trasmettere concetti complessi, riducendoli a gesti quotidiani. Non si tratta di un discorso teologico o di un’esortazione formale, ma di un consiglio quasi familiare, affidato alla telecamera di uno smartphone come se fosse un biglietto lasciato sul tavolo prima di uscire. Eppure, in quelle poche frasi, c’è tutto il suo insegnamento: l’importanza dell’incontro, il rifiuto della cultura dello scarto, la necessità di rallentare per comprendere.

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