Fteri Beach è seconda, ma l’Italia piazza nove spiagge nella classifica europea del 2026

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   C’è chi insegue l’estate con la serietà di un collezionista di attimi e chi, invece, si affida a graduatorie internazionali per orientare le proprie ferie; il dato di quest’anno, però, ha il sapore di una piccola rivincita mediterranea. Delle 50 spiagge più belle d’Europa nel 2026 – classifica stilata da World’s 50 Best Beaches – ben nove sono italiane, un risultato che, al di là della semplice soddisfazione turistica, racconta una resilienza paesaggistica non scontata. Il meccanismo di voto, va detto, non lascia spazio a improvvisazioni: più di mille tra esperti del settore, giornalisti specializzati in viaggi e i cosiddetti Beach Ambassadors hanno espresso le proprie preferenze valutando ogni litorale su otto parametri precisi. Si va dall’unicità del paesaggio alla qualità dell’acqua, passando per l’assenza di folla, la presenza di fauna selvatica e la probabilità di trovare condizioni ideali durante la stagione balneare.

Fteri Beach, la baia greca che sale sul podio mondiale

A tenere banco, tra le posizioni di vertice della graduatoria europea (e mondiale, visto che la stessa lista viene spesso incrociata con le rilevazioni globali), è però una spiaggia ellenica. Fteri Beach, sull’isola di Cefalonia, nel 2026 si è piazzata al secondo posto tra le 50 più belle del mondo: una baia selvaggia incastonata tra scogliere bianche e un mare turchese, lontana dalle rotte più battute. Chi l’ha visitata – e ha poi votato – ne descrive la natura quasi primordiale, dove l’assenza di infrastrutture invasive diventa, paradossalmente, un punto di forza. Non ci sono stabilimenti affollati né passerelle di legno, ma solo ciottoli levigati e un silenzio rotto dal frangersi delle onde. Una scelta, quella della giuria, che premia l’autenticità a scapito della comodità, in controtendenza rispetto ad altre rassegne più commerciali.

L’Italia piazza nove gioielli, tra conferme e piccole sorprese

Ma è nel numero complessivo delle presenze italiane che si gioca la partita più interessante. Nove spiagge nostrane sono entrate nella top 50 europea, un dato che, stando agli addetti ai lavori, non ha precedenti recenti per densità geografica. Tra queste, alcune sono già celebri agli amanti del genere – si pensi alla Sardegna orientale o a certe calotte della Costiera Amalfitana – ma spunta anche più di un gioiello poco conosciuto dal turismo internazionale; un esempio viene da una baia dal fascino selvaggio che un’emittente britannica, nella sua personale selezione, aveva già segnalato lo scorso anno. La particolarità, rilevano gli analisti del settore, è che molte di queste località italiane eccellono proprio nei parametri meno scontati: la probabilità di trovare condizioni ideali (cioè mare calmo e vento debole) e la qualità dell’acqua, spesso premiata con punteggi vicini alla perfezione.

Spiagge valutate senza cedimenti alla moda dei social

Un aspetto che merita attenzione, nel metodo di World’s 50 Best Beaches, è la volontaria esclusione di indicatori effimeri come la “instagrammabilità” del luogo. Ogni spiaggia viene giudicata su criteri che restano sostanzialmente invariati da un’edizione all’altra, garantendo così una continuità di giudizio – sebbene, di anno in anno, emergano ovviamente nuove entrate e qualche clamoroso abbandono. Tra le italiane inserite nella lista 2026, sette appartengono al Sud e alle isole, mentre due sono nel Centro-Nord: una conferma, se ce ne fosse bisogno, di come la penisola conservi una varietà morfologica difficilmente eguagliabile altrove. Non sfugge, infine, il dato della “assenza di folla”, parametro che nelle estati sempre più congestionate del Mediterraneo occidentale diventa quasi un lusso: molte delle baie premiate, infatti, sono raggiungibili solo via mare o dopo brevi escursioni a piedi, una barriera naturale che ne preserva l’integrità.

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