Antonio Silva, il Cannavaro portoghese alla ricerca di rivincite con la maglia del Milan

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è stato convocato per il Mondiale, ma questa non deve essere considerata una diminutio per un difensore che ha dimostrato in questi anni di essere altamente competitivo sia a livello di campionato portoghese sia in campo internazionale. Con i colori del suo Paese ha giocato 20 volte, le ultime due nelle amichevoli di marzo contro Messico e Stati Uniti. Le prestazioni non hanno convinto il CT Roberto Martinez, che pure lo ha tenuto sotto osservazione per tutta l'ultima fase della Primeira Liga, quando ha ritrovato un posto da titolare nel Benfica.

Milan, ora tocca alla difesa: il Diavolo stringe per Antonio Silva

Da una parte all'altra del campo (anche perché sono diverse le zone che necessitano di interventi): dopo la fumata bianca con Gonçalo Ramos, il Milan prosegue la campagna di rafforzamento e passa dall'attacco alla difesa. Nelle ultime ore infatti è da registrare un'accelerata per Antonio Silva, 22enne centrale del Benfica. Un nome che stava circolando già da qualche giorno e che ha iniziato a scaldarsi nel momento in cui il Diavolo ha risolto l'esigenza primaria, ovvero quella del centravanti.

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Il centrale classe 2003 è il nome caldo per la difesa dei rossoneri. Il mercato del Milan è partito e ora i fari sono puntati su Antonio Silva. Dopo aver risolto la questione centravanti con l'operazione monstre per portare Gonçalo Ramos del Paris Saint-Germain a Milano, i rossoneri si concentrano ora sulla difesa e in particolare sul centrale.

L'idea di Ruben Amorim è di avere un calciatore in grado di guidare la retroguardia e con caratteristiche diverse dai giocatori oggi in rosa, un concetto ribadito a Gerry Cardinale nell'ultimo vertice a Lisbona, e oggi il nome in cima alla lista è quello di Antonio Silva del Benfica.

È un Milan sempre più portoghese: dopo Gonçalo Ramos, si avvicina Antonio Silva

Un tempo, gli allenatori bravi spiegavano che una squadra di calcio si giudica innanzitutto dalla sua "spina dorsale". Il portiere è la cervicale, il centravanti l'osso sacro, mentre in mezzo la colonna è formata dal difensore centrale e dal regista. Il nuovo Milan sembra perseguire questa logica. E se tra i pali con Mike Maignan e a centrocampo con Luka Modric - ma anche Adrien Rabiot -, i rossoneri possono sentirsi al sicuro, al netto di addii che Gerry Cardinale vuole evitare, il mercato si è subito concentrato sui due vertici della "spina".

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