Bollette, luce 37,3% e gas 12,7%: l'allarme di Federconsumatori

Bollette, luce 37,3% e gas 12,7%: l'allarme di Federconsumatori
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le famiglie italiane si trovano davanti a un autunno segnato da rincari energetici che erodono il potere d'acquisto, con aumenti che colpiscono in modo particolare i clienti vulnerabili ancora serviti in regime di maggior tutela. Secondo quanto comunicato dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, nel quarto trimestre del 2026 la bolletta elettrica per il cliente tipo vulnerabile aumenterà del 37,3% rispetto al trimestre precedente, un aggiornamento che riguarda circa 3 milioni di utenti.

L'incremento è dovuto all'aumento dei costi di acquisto dell'energia elettrica, che riflette le attese di crescita del prezzo all'ingrosso e la formazione, nel trimestre appena concluso, di prezzi più elevati di quelli stimabili a giugno scorso. Continua infatti a pesare l'instabilità del quadro geopolitico internazionale, che incide sui prezzi delle materie prime energetiche e in particolare del gas naturale, a cui i valori all'ingrosso dell'elettricità restano strettamente legati.

La preoccupazione di Federconsumatori

«Il quadro è allarmante: se va avanti così rischiamo davvero di trovarci in una situazione di crisi sociale profonda, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione». Non nasconde la propria preoccupazione Gianpietro Pegoraro, presidente provinciale di Federconsumatori, che commenta così i rincari che si abbattono sulle famiglie. L'associazione accusa l'esecutivo di avere deciso di non intervenire nonostante le segnalazioni di rischio, lasciando che l'aumento delle bollette ricada interamente sui bilanci domestici.

Una posizione che Federconsumatori aveva già espresso in passato, quando aveva definito «socialmente sconsiderata» la politica commerciale di alcuni fornitori, arrivando a temere che manovre di questo tipo possano portare tante persone, che non vedono prospettive di uscita da questa situazione, al collasso sociale, economico e psicologico.

Il gas e la stangata complessiva

Sul fronte del gas, la situazione non è meno pesante. Per il mese di settembre le quotazioni all'ingrosso hanno subito un nuovo deciso rialzo e la spesa totale dell'utente tipo è aumentata del 12,7% rispetto al mese precedente. L'aggiornamento riguarda 2,3 milioni di clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità, per i quali il prezzo della sola materia prima gas è pari a 78,80 euro a megawattora. Il Codacons traduce le percentuali in euro: a prezzi costanti, ogni nucleo spenderebbe 201 euro in più all'anno rispetto alle tariffe di agosto, con la bolletta media del gas che sale a 1.782 euro annui. Sommando la spesa per l'elettricità, che secondo le stime si attesta a 868,6 euro, il conto totale per un utente vulnerabile arriva a 2.650,6 euro. Il confronto con dodici mesi fa è ancora più pesante: rispetto a settembre 2025 le tariffe del gas risultano più elevate del 52%, con un aggravio di 611 euro a utenza su base annua.

L'inflazione accelera

Il peso dei rincari energetici emerge anche dai dati sull'inflazione. A settembre, secondo le stime preliminari dell'Istat, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività è aumentato dello 0,7% su base mensile e del 4,2% su base annua, in netta accelerazione rispetto al 3,3% di agosto. L'accelerazione tendenziale è imputabile soprattutto all'andamento dei prezzi degli energetici, sia regolamentati sia non regolamentati, e degli alimentari non lavorati.

Anche il cosiddetto carrello della spesa registra un'accelerazione, con una crescita tendenziale che passa dallo 0,9% di agosto all'1,7% di settembre. L'inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale dall'1,5% all'1,7%, mentre quella al netto dei soli beni energetici passa dall'1,7% al 2,0%. L'aumento del ritmo di crescita dei prezzi dei beni è più marcato di quello dei servizi, con il differenziale tra i due comparti che si amplia.

Le ricadute sui clienti vulnerabili

Per quanto riguarda l'elettricità, dal primo ottobre il prezzo di riferimento per il cliente tipo è di 43,43 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. La spesa annuale per l'utente tipo vulnerabile in regime di maggior tutela si attesterà a 665,38 euro nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2026, in aumento del 9,3% rispetto ai 608,72 euro registrati nel periodo precedente.

Nel dettaglio, la spesa per la materia energia comprende 27,64 centesimi di euro, pari al 63,7% del totale della bolletta, destinati ai costi di approvvigionamento dell'energia, in aumento del 63,4% rispetto al terzo trimestre. A questa componente si aggiungono 2,11 centesimi per la commercializzazione al dettaglio, 6,18 centesimi per il trasporto e la gestione del contatore, 3,32 centesimi per gli oneri di sistema e 4,18 centesimi per le imposte, che comprendono l'Iva e le accise.

I clienti vulnerabili possono comunque scegliere un'offerta del mercato libero se trovano condizioni migliori, anche se il passaggio richiede una valutazione attenta delle condizioni contrattuali e dei prezzi applicati.

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