Caporalato nel cantiere del consolato Usa a Milano, la procura chiede il carcere per il manager Ulas Demir

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La convalida del fermo e l'applicazione della custodia cautelare in carcere – è quanto ha richiesto il pubblico ministero Raffaella Latorraca, della Procura di Bergamo, per Ulas Demir, il manager turco finito al centro di un'indagine che ha svelato un presunto sistema di sfruttamento della manodopera impiegata per la realizzazione del nuovo consolato statunitense a Milano. raiplay

L'uomo, che secondo le accuse sarebbe il rappresentante della filiale italiana della Caddell Construction, colosso americano delle costruzioni, è stato bloccato dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Milano lo scorso 31 maggio all'aeroporto di Orio al Serio, mentre – insieme alla moglie – stava cercando di imbarcarsi precipitosamente alla volta di Istanbul. raiplay

Un tentativo di fuga, quello del 49enne, che per gli inquirenti non ha lasciato spazio a dubbi circa la volontà di sottrarsi alle conseguenze giudiziarie, concretizzatasi nell'acquisto dei biglietti aerei avvenuto il giorno precedente, quando Demir era già stato informato dell'esistenza di un'indagine a suo carico. raiplay

La tentata fuga e la telefonata sospetta

Elemento chiave che ha determinato l'emissione del decreto di fermo – oltre all'acquisto del biglietto in concomitanza con l'avvio delle verifiche – è stato il contenuto di una conversazione intercettata, nella quale l'indagato riceveva indicazioni precise da un interlocutore ritenuto un suo superiore.

Nel dialogo, una voce proveniente dalla Turchia suggeriva a Demir di fare ritorno in patria "per ferie", aggiungendo che sarebbe stato "meglio" e che un'eventuale permanenza in Italia sarebbe potuta risultare "più problematica". raiplay

Una frase, quest'ultima, che per i magistrati milanesi Paolo Storari e Mauro Clerici – coordinatori dell'inchiesta – ha rivelato la "chiara volontà di fuggire", resa ancor più concreta dall'immediata messa in atto del progetto di espatrio. L'udienza per discutere la richiesta di convalida del fermo e l'eventuale applicazione della custodia cautelare è stata fissata per i prossimi giorni, e si terrà davanti al giudice per le indagini preliminari. raiplay

Lo sfruttamento sistematico nel cantiere di Piazzale Accursio

Al centro della vicenda giudiziaria – che coinvolge a vario titolo anche la Caddell Construction per la responsabilità amministrativa degli enti – vi è la gestione del cantiere destinato a ospitare il nuovo complesso consolare statunitense, un'opera dal valore di circa 200 milioni di dollari situata nell'area dell'ex Tiro a Segno di Piazzale Accursio. raiplay

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, decine di lavoratori di origine indiana sarebbero stati sottoposti a condizioni definite di "para-schiavismo": turni massacranti di 10-12 ore al giorno per sei giorni su sette, una paga oraria che scendeva in alcuni casi al di sotto dei due euro, e trattenute obbligatorie di diverse centinaia di euro per il vitto e l'alloggio.

A completare il quadro, vi sarebbe stata la sistematica minaccia di licenziamento e rimpatrio immediato, utilizzata come strumento di ricatto nei confronti di chi osasse protestare. raiplay

Non solo: gli stessi operai, reclutati nel loro paese d'origine dalla società Dynamic House di Nuova Delhi, sarebbero stati costretti a versare una somma compresa tra i 4.500 e i 6.000 euro (circa 500 mila rupie) a intermediari senza scrupoli per ottenere il visto e il contratto di lavoro – un vero e proprio "pizzo" iniziale che li ha fatti partire già gravati da un pesante indebitamento, rendendoli ancora più vulnerabili alle angherie successive. raiplay

I risvolti giudiziari e le indagini in corso

La scoperta di questo meccanismo criminale – che secondo il pm Paolo Storari emerge "in maniera piuttosto semplice e lineare nella sua drammaticità" dalle testimonianze raccolte – ha portato all'adozione di un provvedimento di controllo giudiziario d'urgenza nei confronti della divisione italiana della compagnia a stelle e strisce, un atto che di fatto ha messo sotto la lente della magistratura l'intera gestione dell'appalto. raiplay

Ulas Demir, che secondo l'accusa rivestiva il ruolo di preposto per la sede secondaria italiana della multinazionale, si trova ora ad affrontare pesanti ipotesi di reato legate all'intermediazione illecita e allo sfruttamento della manodopera; una vicenda, questa, che trasforma quella che doveva essere un'opera simbolica per la città – la nuova casa diplomatica degli Stati Uniti a Milano – nell'emblema di un sistema di illegalità diffusa che, come dimostrano le indagini, ha finito per annidarsi anche all'interno dei cantieri più prestigiosi e sorvegliati. raiplay

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