Noicattaro, via alla cattura del lupo dopo gli attacchi ai bambini: si cercano tracce di dna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La caccia al lupo, o presunto tale, che da giorni tiene in scacco Noicattaro è entrata nel vivo con l’autorizzazione ufficiale alla cattura firmata dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, già nella giornata del 14 agosto. Un provvedimento che, come si evince dalla nota diffusa dalla Regione, è stato adottato sulla base del parere favorevole dell’Ispra, il quale ha espressamente indicato la necessità di procedere con la massima urgenza alla rimozione dell’animale dal territorio.

Un iter che si è così sviluppato parallelamente al crescere dell’allarme sociale, alimentato dalla dinamica stessa degli eventi: tre aggressioni, di cui due particolarmente gravi, ai danni di bambini di sei anni, concentrate in un arco temporale di appena dieci giorni, con il primo episodio verificatosi la sera del 4 agosto e gli altri due nella giornata del 15.

Le ricerche sul terreno e l’incognita dell’ibrido

Nonostante le segnalazioni, gli avvistamenti e la conoscenza ormai dettagliata dei percorsi notturni che l’animale compie tra i vigneti e i terreni incolti della zona, rintracciarlo si sta rivelando un’impresa complessa, complicata anche dalla presenza di numerose persone che, involontariamente, lo mettono in fuga. La zona delle ricerche è stata circoscritta a pochi chilometri quadrati, un’area che, seppur ristretta, è densa di potenziali nascondigli e pertanto richiede un controllo meticoloso.

In tal senso, le operazioni prevedono l’utilizzo di droni in dotazione ai Carabinieri, equipaggiati con camera termica, che potrebbero alzarsi in volo con l’arrivo del buio per agevolare le ricerche dall’alto; resta tuttavia fondamentale il lavoro a terra, condotto palmo a palmo, per setacciare il territorio.

Un elemento di forte incertezza, che gli stessi esperti sottolineano con cautela, è rappresentato dalla natura stessa dell’animale: non si ha al momento la certezza che si tratti di un lupo puro, poiché potrebbe trattarsi invece di un ibrido, frutto dell’incrocio tra un cane e un lupo, evenienza che renderebbe ancora più complessa l’interpretazione del suo comportamento.

L’attesa dei risultati genetici e l’appello degli animalisti

La comunità scientifica, rappresentata sul territorio dall’Università di Bari, ha assunto una posizione di grande prudenza, come sottolineato dal professor Antonio Camarda, docente della Facoltà di Medicina Veterinaria. In attesa dei risultati dell’analisi del dna, che potrebbero fornire un riscontro inequivocabile, Camarda ha invitato a non dare per scontato un nesso di causalità diretto tra l’esemplare avvistato e i morsi subiti dai bambini, sebbene la probabilità che sia lui il responsabile venga considerata estremamente alta.

In questo clima di attesa e preoccupazione, si è levata anche la voce degli animalisti, che hanno chiesto di fare piena chiarezza sulla vicenda e di evitare generalizzazioni, sottolineando la necessità di interventi basati su dati certi e non sull’emotività. Nel frattempo, l’invito rivolto alla popolazione è quello di non alimentare ulteriormente la situazione, evitando di lasciare cibo e rifiuti per strada, e di non interagire con l’animale, né offrendogli acqua né cibo, per non incorrere in situazioni di pericolo.

Le aggressioni e le misure di contenimento

L’autorizzazione alla cattura, che arriva a stretto giro dopo i fatti di Ferragosto, rappresenta una svolta operativa nella gestione di quella che ormai viene percepita come un’emergenza dai contorni ancora indefiniti. Mentre i tecnici dell’Ispra e i veterinari della Asl sono al lavoro per definire le modalità più idonee all’intervento, che prevede probabilmente l’utilizzo di frecce con anestetico per addormentare l’animale, la tensione a Noicattaro resta alta.

Si attendono a breve i risultati definitivi del dna, che potranno sciogliere il nodo cruciale sulla natura dell’animale e, di conseguenza, sulle strategie da adottare per la sua gestione e per la sicurezza dei cittadini.

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