Terremoto a Fosdinovo, scossa di magnitudo 4.1: sindaci chiudono le scuole tra Massa, Carrara e La Spezia
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Redazione Interno
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La terra ha tremato con forza, questa mattina poco dopo le otto, nel cuore della Lunigiana. Un boato sordo, poi lo scuotimento netto che ha fatto sobbalzare chi era già in piedi – e chi magari stava ancora facendo colazione – ha scosso un’ampia porzione della Toscana nord-occidentale e della Liguria di levante. Il sisma, la cui magnitudo è stata stimata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in un range compreso tra 3.9 e 4.4 (con una valutazione prevalente attestatasi attorno a 4.1), ha avuto l’epicentro a tre chilometri da Fosdinovo, in provincia di Massa-Carrara. L’ipocentro, situato a una profondità oscillante secondo le prime rilevazioni tra gli 11 e i 18 chilometri, ha contribuito a fare in modo che la scossa fosse avvertita distintamente non solo nei comuni più vicini all’epicentro, ma anche lungo l’intero arco della Versilia, nello Spezzino, fino a lambire Genova e a propagarsi verso l’entroterra lucchese, in particolare nella Garfagnana.
Scuole chiuse per i controlli di agibilità
L’allarme, scattato immediatamente dopo la scossa registrata alle 8.13, ha trovato pronte le amministrazioni locali. Mentre le campanelle degli istituti stavano suonando – o avevano appena dato il via alle lezioni – i sindaci hanno attivato i protocolli di sicurezza. La decisione, caduta a cascata nel giro di pochi minuti, ha portato alla chiusura cautelativa degli edifici scolastici in diversi comuni della provincia di Massa-Carrara e in quelli della provincia della Spezia. L’obiettivo, chiarito dalle note diramate dai municipi, è consentire ai tecnici comunali e alla Protezione civile di effettuare verifiche strutturali immediate, per escludere danni agli immobili prima di riaprire le porte a studenti e personale scolastico. Studenti rimasti fuori dai cancelli o, in alcuni casi, riaccompagnati a casa dopo essere entrati, hanno riempito le strade nelle prime ore della mattina, in attesa di ulteriori aggiornamenti.
Ripercussioni sui trasporti e il monitoraggio della rete
Non solo le scuole. Il sisma, avvertito con particolare intensità nelle zone più prossime all’epicentro come Fosdinovo e i comuni limitrofi, ha avuto ripercussioni anche sulla circolazione ferroviaria. La rete gestita da Rete Ferroviaria Italiana è stata sottoposta a verifiche tecniche dopo lo scuotimento: una procedura standard in questi casi, che ha generato qualche rallentamento e modesti ritardi lungo le linee che attraversano le due province, in attesa del nullaosta per il ripristino della normale velocità dei convogli. Il sistema di Protezione Civile, attivatosi in maniera coordinata tra le regioni Toscana e Liguria, ha mantenuto un monitoraggio costante, mentre dagli uffici regionali – con il governatore toscano Eugenio Giani che ha dato conto sui canali social della situazione – è arrivata la rassicurazione circa l’assenza di danni a persone o cose, sebbene la paura tra la popolazione, comprensibilmente, restasse alta nelle ore immediatamente successive all’evento.
L’area epicentrale tra Lunigiana e riviera
L’area interessata, storicamente sensibile dal punto di vista sismico, è stata sottoposta a una serie di scosse di assestamento di minore entità nelle ore successive. Fosdinovo, piccolo centro che domina la valle dalla sua posizione collinare, si è ritrovato al centro dell’attenzione degli enti di sorveglianza. La scossa, pur non avendo causato crolli o feriti secondo i primi rilievi effettuati da vigili del fuoco e tecnici comunali, ha imposto una verifica capillare: oltre agli edifici scolastici, sono state controllate le strutture pubbliche più sensibili, come ospedali e municipi, per scongiurare qualsiasi rischio. In Versilia, dove l’onda sismica è arrivata con meno forza ma sufficiente a far scattare le chiamate ai centralini delle forze dell’ordine, la giornata è proseguita tra la chiusura temporanea di alcuni uffici pubblici e la messa in sicurezza dei cantieri. Le amministrazioni, pur senza allarmismi, hanno preferito mantenere un approccio prudente, rinviando a domani – salvo nuove indicazioni – il rientro in classe per gli studenti degli istituti coinvolti.




