Il buon cammino di Zalone: quando la satira smaschera le ossessioni del tempo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La pellicola di Luca Medici, meglio conosciuto come Checco Zalone, ha ridato ossigeno a una stagione cinematografica fino a quel momento piuttosto anemica. "Buen camino", presentato al pubblico nel giorno di Natale, ha infatti raggiunto in soli quattro giorni il primato di film più visto dell'anno nei cinema italiani, superando la soglia dei trenta milioni di euro d'incasso e permettendo così agli esercenti, dopo mesi di difficoltà, di tirare finalmente un sospiro di sollievo. Il ritorno dell'attore comico, dopo un'assenza dalle sale che si era protratta per diversi anni, si è configurato non solo come un evento d'intrattenimento ma come un vero e proprio fenomeno sociale, capace di attirare folle imponenti e di rilanciare il dibattito sul ruolo della comicità nel descrivere le idiosincrasie contemporanee.
Uno sguardo critico sui riti alimentari
Nel film, la cui trama segue un viaggio lungo il Cammino di Santiago, Zalone rivolge la sua satira dissacrante verso un mondo, quello della ristorazione gourmet e dei suoi cultori, fatto di riti spesso incomprensibili e di ossessioni per il cibo elevato a feticcio. La sua analisi comica, che non risparmia chef stellati, prosciutti iberici, locali alla moda, bollicine francesi o pesci del Mar Cantabrico, sembra infatti voler mettere in luce la deriva consumistica e pseudo-spirituale che talvolta caratterizza certi ambienti. Si tratta, come sottolineato da alcuni osservatori, di un'operazione che va al di là della semplice risata, proponendo una riflessione amara e pungente sui nuovi status symbol e sulle modalità, spesso grottesche, con cui essi vengono ostentati e consumati nella società odierna.
La lettura di un esperto di spettacolo
Una recensione particolarmente acuta è giunta dalle colonne del Corriere Cesenate, a firma di Stefano Del Testa, un affezionato lettore noto anche per le sue performance nel campo musicale e dello spettacolo. Il suo pronunciamento, da lui stesso definito "improprio" ma frutto di una personale e creativa riflessione, colloca l'opera di Zalone in un contesto storico e culturale più ampio, arrivando a paragonare l'attuale epoca al Sedicesimo secolo, un periodo decisivo in cui il globo, dopo le esplorazioni di Colombo, veniva ridisegnato nella sua geografia e nelle sue relazioni di potere. Secondo questa visione, "Buen camino" rappresenterebbe un'evoluzione complessa della comicità, che coglie nel presente il ritorno di dinamiche imperiali, seppur in nuove e diverse vesti, offrendo così allo spettatore più attento una chiave di lettura che trascende la parodia immediata per abbracciare una critica sociale di più ampio respiro.
La programmazione che conferma il successo
Il successo del film trova conferma nelle scelte di programmazione delle multisale, che ne hanno fatto il perno della propria offerta per le festività e per l'inizio del nuovo anno. È il caso, ad esempio, del Multisala Moderno di Sarzana, il quale, nella sua programmazione che si estende fino al 7 gennaio, ha inserito "Buen camino" accanto ad altri otto titoli, fra i quali figurano grandi produzioni internazionali come il nuovo capitolo di Avatar e sequel animati di successo. La presenza del film di Zalone in un cartellone così variegato e competitivo ne sottolinea ulteriormente la forza trainante, dimostrando come la sua comicità, pur radicata in riferimenti nazionali, abbia saputo conquistare un posto di primo piano nel panorama dell'intrattenimento, riempiendo le sale e alimentando conversazioni che vanno ben al di là della durata della proiezione stessa.




