Nubifragio a Milano, studenti bloccati a scuola per l'esondazione del Seveso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le intense precipitazioni che hanno colpito la Lombardia, con picchi che hanno superato i duecento millimetri nella città di Seveso, hanno provocato una nuova, severa esondazione del torrente Seveso, i cui effetti si sono abbattuti con particolare forza su Milano. Decine di studenti e membri del personale degli istituti comprensivi Locatelli e Tommaso, rispettivamente scuole elementare e media, si sono trovati impossibilitati a lasciare gli edifici scolastici a causa dell’improvviso allagamento delle aree circostanti. L’intervento dei Vigili del fuoco, sebbene tempestivo, non è stato sufficiente a garantire l’uscita in sicurezza, costringendo tutti a un attendismo forzato che si è protratto per diverse ore.

Mentre la situazione evolveva, all’esterno del plesso della Locatelli si è radunato un gruppo di genitori, la cui apprensione è cresciuta parallelamente al persistere della criticità. Per far fronte alle necessità dei più piccoli, bloccati all’interno senza la possibilità di fare rientro a casa, hanno organizzato spontaneamente una catena di supporto per far recapitare viveri e generi di prima necessità, un gesto concreto in attesa che le acque defluissero. Questo episodio, se da un lato ha messo in luce la capacità di reazione dei cittadini, dall’altro riaccende i riflettori sull’annosa questione della sicurezza idraulica del territorio.

Le vasche di laminazione di Parco Nord, infrastrutture chiave per la mitigazione del rischio, sono state attivate intorno alle otto del mattino ma, come confermato dalle autorità competenti, si sono riempite in un lasso di tempo sorprendentemente breve, appena un paio d’ore, risultando del tutto insufficienti a contenere la portata dell’evento. È stata persino dispiegata, per la prima volta, la capacità delle due vasche di Senago, una misura straordinaria che tuttavia non ha scongiurato l’esondazione, dimostrando come gli strumenti di cui la città si è dotata possano limitare i danni ma non eliminare la minaccia quando gli eventi atmosferici raggiungono una certa intensità.

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