G8 di Genova, le immagini di un archivio resistente e la battaglia di Mark Covell
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Redazione Interno
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Delle migliaia di «telecamerine» presenti quel luglio 2001 a Genova nei giorni del G8 si è detto a lungo. In questi due decenni le immagini, le ore di girato e i materiali non sono stati solo fondamentali nei tribunali e nelle ricostruzioni giudiziarie, ma hanno formato – e continuano a farlo – l'archivio «disobbediente» di una possibile memoria collettiva, non cristallizzata ma che ancora oggi apre nuove riflessioni mostrando cicatrici e traiettorie che arrivano dall'Italia di Berlusconi, Fini e il centrodestra al potere fino ai giorni nostri.
Il caso Covell e la lunga scia di una giustizia mancata
La vicenda di Mark Covell, giornalista inglese di 58 anni che all'epoca ne aveva 33, rappresenta uno dei capitoli più drammatici di quelle giornate. La notte del 21 luglio 2001, durante l'irruzione alla scuola Diaz, Covell fu brutalmente aggredito dagli agenti davanti ai cancelli dell'istituto, riportando otto costole fratturate, un collasso polmonare, emorragie interne e la perdita di sedici denti, finendo in coma per tredici ore. Dopo il risveglio, si trovò accusato di essere un black bloc, un'accusa che si rivelò del tutto infondata.
Nonostante la gravità dei fatti, il tentato omicidio fu archiviato dal Gip Adriana Petri nel 2013, che censurò la mancata collaborazione degli investigatori con la Procura di Genova, di fatto impedendo l'identificazione dei singoli responsabili. «Spero in una riapertura delle indagini sul mio caso – ha dichiarato Covell – dopo 25 anni porto ancora sul corpo e nella mente le cicatrici di quello che è successo, e pensare che i poliziotti che mi hanno fatto finire in coma sono ancora in servizio e hanno fatto carriera mi spinge a lottare. anche se a volte sì, sono stanco».
Le prove scomparse e il processo alla polizia
Il processo per i fatti della Diaz fu segnato da episodi che gettarono un'ombra pesante sulla condotta delle forze dell'ordine. Le due bottiglie molotov, presentate come la «prova regina» per giustificare l'irruzione e gli arresti dei 93 manifestanti, sparirono misteriosamente dagli uffici della Polizia scientifica. Secondo quanto emerse, gli ordigni non erano mai entrati nei reperti del dibattimento, alimentando i sospetti di un depistaggio.
La scarsa collaborazione delle forze di polizia nell'indagare su se stesse emerse anche in altre circostanze, come la mancata identificazione degli agenti ritratti in foto durante l'irruzione o le firme false sui verbali di arresto. Nel 2015, la Corte dei Conti chiese un risarcimento di 350 mila euro ai poliziotti coinvolti nel pestaggio di Covell, con le richieste più pesanti rivolte ai comandanti Vincenzo Canterini e Michelangelo Fournier, accusati di aver lasciato «carta bianca» ai loro uomini.
Genova, 25 anni dopo: un'eredità contesa tra memoria e attualità
A un quarto di secolo dal vertice del G8, Genova si prepara a un'anniversario carico di significati politici e sociali. L'iniziativa «Riprendiamoci il futuro», che si svolgerà dal 4 al 21 luglio, prevede quasi cinquanta appuntamenti tra mostre, spettacoli e dibattiti nei luoghi simbolo della protesta del 2001. Il programma culminerà il 18 luglio con l'assemblea nazionale No Kings a Palazzo Ducale, il corteo antifascista del 19 luglio e la fiaccolata del 21 luglio verso la scuola Diaz.
Nel 2021, in occasione del ventennale, il fumettista Zerocalcare – che partecipò alle manifestazioni a soli 17 anni – ricordò come quei giorni furono per lui l'«inizio di tutto», l'evento che lo portò a fare del fumetto uno strumento di racconto sociale senza mediazioni. Le immagini di allora, come quelle raccolte nella mostra «20G8 – Ferite, Memoria, Futuro», continuano a testimoniare una pagina della storia repubblicana che, per molti, non è ancora stata completamente scritta.




