Grande Fratello, il ritorno di Ilary Blasi non basta a scaldare gli ascolti e al televoto volano già le scintille tra Todaro e Caruso
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Dopo il terremoto mediatico che ha spinto Alfonso Signorini a un passo indietro, forse dettato più dal senso di responsabilità che dalla necessità di evitare ulteriori riflettori sul caso giudiziario che lo riguarda, la macchina del Grande Fratello Vip ha riavviato i motori affidando il timone a Ilary Blasi. La conduttrice romana, tornata in quella che molti definiscono la sua “casa” televisiva, ha cercato di imprimere un ritmo più serrato alla trasmissione, abbandonando le lunghe digressioni introspettive che avevano caratterizzato l’era precedente per puntare su un’agilità narrativa che strizza l’occhio ai tempi del web. Eppure, a giudicare dai dati Auditel della prima uscita, questa iniezione di dinamismo non ha ancora scalfito la sensazione di stanchezza che aleggia attorno al reality più longevo del panorama nazionale; i numeri, ben lontani dai fasti del passato, raccontano di un pubblico che fatica a ritrovare l’entusiasmo per un format che, dopo ventisei anni, sembra aver consumato gran parte della sua spinta propulsiva.
Ma se fuori dallo studio gli ascolti stentano a decollare, dentro la casa di Cinecittà le tensioni non mancano di certo. La seconda puntata, andata in onda venerdì, ha infatti messo in luce dinamiche già piuttosto incandescenti, culminate con un televoto a sette che promette di fare il primo, vero “taglio” al cast. Tra i nomi finiti sul banco degli imputati popolare spiccano quelli di Raimondo Todaro e Paola Caruso, due personalità forti che già nelle prime battute di questa edizione hanno avuto modo di mostrare i rispettivi caratteri. La loro permanenza nella casa, di fatto, è già appesa a un filo, in bilico tra la strategia degli altri concorrenti e il responso del pubblico chiamato a esprimere la propria preferenza per salvare il beniamino di turno. A completare la rosa dei candidati all’eliminazione – che subirà il verdetto definitivo nella prossima puntata di martedì – ci sono Dario Cassini, Lucia Ilardo, Francesca Manzini, Marco Berry e Nicolò Brigante, una lista eterogenea che riflette la complessità delle alleanze ancora in fase di rodaggio.
Uno sguardo al passato: tra polemiche in studio e la nuova formula della Blasi
Il passaggio di consegne tra Signorini e Blasi, avvenuto in un clima di forte emergenza comunicativa per Mediaset, ha portato con sé inevitabili strappi. La nuova conduzione ha scelto di non indugiare in omaggi al predecessore, concentrandosi invece su un approccio più pragmatico e, forse, meno enfatico rispetto alla narrazione patetica che spesso faceva da collante nelle scorse stagioni. Lo studio, ora animato dalla presenza di Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli, è diventato immediatamente un campo di battaglia verbale: la Lucarelli, abituata al ruolo di giudice spietato a Ballando con le stelle, si è trovata a dover fare i conti con un ambiente meno regolamentato, dove le sue frecciate – specialmente quelle rivolte ad Alessandra Mussolini e Raimondo Todaro – hanno innescato reazioni immediate e, in alcuni casi, piuttosto spigolose. La Mussolini, in particolare, ha dimostrato di non essere concorrente facile da intimidire, rivendicando con orgoglio il suo passato politico e trasformando ogni potenziale attacco in un’occasione per esibire un carisma che, pur divisivo, tiene incollati i telespettatori allo schermo.
Quello che traspare dalle prime due serate è un tentativo, forse disperato, di ridare smalto a una macchina che molti davano ormai per spompa. L’introduzione dei club (Economy e Gold) e la presenza di elementi di “disturbo” come le spie interne – si vocifera che Marco Berry e Francesca Manzini abbiano il compito di osservare i compagni per conto della produzione – hanno l’obiettivo di creare cortocircuiti narrativi che rompano la prevedibilità del meccanismo. Tuttavia, il rischio che tutto questo si risolva in un fuoco di paglia è concreto. Gli stessi confronti, come quello tra Antonella Elia e Adriana Volpe – vecchie nemiche che si sono subito riaccese con accuse di falsità e retroscena su vecchi amori – rischiano di sembrare un déjà-vu per i telespettatori più affezionati. E mentre il pubblico è chiamato a votare in massa per decretare le proprie preferenze, il destino di concorrenti come Todaro e Caruso diventa il primo, vero termometro di questa edizione: saranno loro a pagare il prezzo della ripartenza o riusciranno a ribaltare il verdetto imposto dalle dinamiche iniziali?




