Brescianini: "Facile scegliere la Fiorentina, ho voglia di mettermi in mostra"
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Redazione Sport
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"La storia della Fiorentina parla da sola e per me non è stato difficile accettare. Mi è stato presentato un progetto ambizioso". Con queste parole, pronunciate nel centro sportivo di Bagno a Ripoli, Marco Brescianini ha motivato la sua scelta di indossare la maglia viola, un passaggio che segna una tappa significativa nella sua carriera. Il centrocampista, arrivato in prestito dall'Atalanta con una formula che prevede il diritto di riscatto, ha sottolineato senza mezzi termini come la ricerca di maggior spazio agonistico sia stata determinante, dopo un periodo in cui le opportunità di gioco non erano state molte. "All'Atalanta stavo trovando poco spazio e la mia voglia di mettermi in mostra ha prevalso in questa scelta", ha affermato, rivelando uno slancio personale che ora cerca di coniugare con le ambizioni del club fiorentino. Non ha nascosto, del resto, l'entusiasmo per l'inizio di questa nuova avventura, vissuta già in parte dato il suo immediato debutto in campionato.
L'esordio contro il Milan e il rimpianto per la traversa
Proprio quel primo incontro in viola, giocato contro il Milan, sua ex squadra, ha regalato a Brescianini un momento di pura emozione mista a rammarico. Il giovane centrocampista, infatti, ha colpito una traversa che ha impedito alla Fiorentina di conquistare i tre punti, un episodio che lui stesso ha definito particolarmente coinvolgente a livello emotivo. "Per due-tre notti non ci ho dormito", ha ammesso riferendosi a quell'azione mancata per poco, confessione che mostra quanto già si senta parte integrante del progetto e quanto abbia a cuore l'esito delle partite. Un episodio, quello del palo, che ha immediatamente legato il giocatore alla nuova tifoseria, dimostrando sul campo il suo potenziale e il suo immediato impatto nella squadra allenata da Vanoli.
Solomon e la chiamata della Fiorentina: “Ho pensato che non poteva essere vero”
Accanto a lui, nella stessa sessione di presentazione, anche Manor Solomon ha raccontato il proprio arrivo a Firenze, giunto nel mercato invernale con la formula del prestito dal Tottenham. L’esterno offensivo israeliano, rapido e tecnico, ha descritto con sorpresa il momento in cui ha appreso dell’interesse del club viola. "Ho pensato che non poteva essere vero", ha detto, lasciando trasparire tutto il suo stupore per un’opportunità che ha colto al volo, dopo una prima parte di stagione trascorsa al Villarreal. Solomon, che ha già collezionato i primi minuti in campionato, ha iniziato un graduale inserimento nel meccanismo di gioco, mostrando le sue caratteristiche di versatile interprete delle fasce laterali.
"Non sono qui per parlare di politica ma per giocare a calcio"
La presentazione di Solomon, tuttavia, non si è limitata agli aspetti puramente sportivi, poiché il giocatore ha voluto affrontare con chiarezza le polemiche che ne avevano preceduto l’arrivo, legate ad alcuni suoi post sui social network in cui esprimeva sostegno al governo israeliano. "Non sono qui per parlare di politica ma per giocare a calcio", ha dichiarato in modo netto, spostando immediatamente il focus sulla sua professione. Ha poi aggiunto, riguardo alla sua identità e alle possibili reazioni degli stadi: "Sono ebreo e amo il mio Paese, i fischi se ci saranno li accetterò". Una presa di posizione che, evitando ogni approfondimento politico, ha ribadito la sua volontà di concentrarsi sulla sfida calcistica, da lui definita "una grande missione" in un momento delicato per la classifica della squadra.




