Esselunga, il nuovo ad e direttore generale sarà Claude Sarrailh da novembre
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Redazione Economia
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Il gruppo della grande distribuzione organizzata, fondato da Bernardo Caprotti e oggi nelle mani della figlia Marina, si appresta a vivere una fase di profonda riorganizzazione del vertice.
A partire dai primi di novembre 2026, sarà infatti Claude Sarrailh, manager francese di lungo corso, a prendere ufficialmente le redini dell’azienda in qualità di amministratore delegato e direttore generale.
Una scelta, quella operata dalla presidente esecutiva Marina Caprotti, che rompe gli schemi tradizionali della governance interna, pescando un professionista dall’estero per traghettare l’insegna (famosa per i suoi supermercati “chic” e simbolo del boom economico lombardo) in un mercato sempre più globalizzato e competitivo.
L’arrivo di Sarrailh segna la fine di un’epoca, ma anche l’inizio di un ambizioso tentativo di internazionalizzazione della cultura aziendale.
L’addio di Gabriele Villa e la transizione al vertice
Il ricambio generazionale ai piani alti dell’azienda comporta inevitabilmente l’uscita di scena di una delle sue figure più rappresentative. Gabriele Villa, che per anni ha ricoperto il ruolo di direttore generale, lascerà infatti l’insegna proprio in concomitanza con l’arrivo del nuovo manager, complice un pensionamento ormai prossimo.
Villa, la cui carriera si è sviluppata interamente all’interno del gruppo percorrendo una lunga traiettoria fatta di crescente responsabilità, rappresentava la memoria storica e la continuità operativa di Esselunga; la sua uscita, seppur programmata, chiude fisicamente un capitolo legato alla vecchia guardia.
Questa transizione, annunciata ufficialmente nella tarda primavera del 2026, mette in luce la volontà della proprietà di non procedere per semplice successione interna, cercando invece un profilo esterno capace di portare nuove metodologie e, soprattutto, un diverso approccio strategico.
Chi è Claude Sarrailh: un profilo internazionale per la Gdo italiana
Claude Sarrailh arriva a Segrate (dove ha sede l’azienda) forte di un curriculum pesante, maturato sui mercati esteri. Attualmente, è a capo delle operazioni di Ahold Delhaize per l’intera regione Europa e Indonesia, una multinazionale olandese che genera un fatturato complessivo di circa 40 miliardi di euro e impiega ben 160mila dipendenti.
Non è la sua prima esperienza italiana, un dettaglio che non guasta: tra il 2014 e il 2018, Sarrailh ha infatti guidato Metro Italy, conoscendo così da vicino le specificità del mercato locale, la sua complessità distributiva e la ricchezza dell’offerta che lo contraddistingue.
In precedenza, aveva lavorato per colossi come Carrefour e lo stesso gruppo Metro (guidandone poi la divisione Cina fino al 2021), sviluppando quel profilo da “manager globetrotter” che tanto piace ai grandi azionisti.
Strategie, innovazione e il futuro operativo
La nomina non è certo casuale, ma risponde a precise esigenze di mercato. L’arrivo di Sarrailh, come trapela dalle prime note ufficiali della società, è pensato per accelerare i processi di trasformazione digitale e ottimizzare l’efficienza operativa, due fronti su cui la grande distribuzione è chiamata a giocarsi il proprio futuro.
Utilizzando pronomi partitivi per descriverne il metodo, si può dire che ne porta molta, di esperienza nell’uso dell’intelligenza artificiale applicata al retail, così come nella gestione della supply chain e delle operations.
Se Villa era l’uomo della continuità e della solidità dei mattoni, Sarrailh rappresenta la scintilla dell’innovazione; toccherà a lui amalgamare il know-how italiano con le logiche di scala e i processi standardizzati tipici dei grandi gruppi paneuropei, cercando di coniugare la concretezza operativa con una visione globale senza però snaturare l’identità del brand.




